Francesca Pellegrino e Anna Maria De Carlo

Ambarabaccicciccoccò

 

Poesie di Francesca Pellegrino

Illustrazioni di Anna Maria De Carlo

 

 

 

Ambarabaciccicoccò

Sto dietro una cortina di rimmel
e cipria
ma restano cose infrante, dentro.
Parole appoggiate al silenzio
come i culi rotti di bottiglia
incollati sui muri delle case.
E mio figlio con tutte le mani
a chiudersi orecchie, occhi e bocca
per poi, tornare a contare le farfalle
che ha sul comò.

Chernobylove

Quando mi guardo intorno
vedo che tutte le cose cambiano.
Persino la carne che ho nel freezer
ha una data scadenza.
La stessa che leggo allo specchio
quando vedo la bocca sfiorire
di impossibile amore.
Tanto che la mia fica
non vuole neanche il lavoro
di un amore altro
di un altro amore, sebbene.
Se.è.bene la fame.

 

 

Una guerra

C’è una bomba che può scoppiare
da un silenzio all’altro
improvvisamente
e non so se riuscirò a governare
tutto quel buio, dopo. O quella luce.

 

 

 

 

 

 

 

Kajal

La manutenzione
è una questione di decenza
un dettaglio neanche tanto
trascurabile
se di fatto non so mai
quante mani di correttore mettere
sull’intonaco crepato dei sorrisi
e dintorni
dove ricalco a misura
la demagogia del sole
sulle prugne gonfie d’estate.
E il ritocco finale di fard
sulle ragnetele accese
che non toglie più nessuno
un sogno di smalto che
lascio asciugare la notte
nelle mani – grandinegliocchi
annerendo infine sui contorni 
ombretto
              cirpia 
                        rossetto 
                                    sipario

Luca dei miei occhi

E’ qualcosa che va oltre
la stessa luce, Luca
mi è intorno come il mare
alle isole.
Ed io il suo scoglio.

Dirtyng

Alla luce di tutto

le donne battono i tappeti

sui balconi.

Vuoto sotto

e polvere negli occhi. Nera.

Hanno mano ferma e fronte

bassa. Sudata.

Da uno squarcio sulla guancia

si vede l’ultimo tramonto

di una giornata rotta.

In mille pezzi.

Tuttavia, poi

i tappeti tornano sempre

al loro posto.

Ed anche le donne.

E la polvere.

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19 pensieri su “Francesca Pellegrino e Anna Maria De Carlo

  1. Le immagini di Anna Maria colgono quel saper guardare in faccia la vita dei versi di Francesca, quella consapevolezza nitida “della polvere che cade e torna al suo posto”. L’ennesima conferma di come la poesia di Francesca sia capace di ispirare altri artisti. Un caro saluto e complimenti ad Anna Maria!
    Abele

  2. Della poesia di Francesca mi affascina soprattutto lo stile personalissimo,immediato,senza fronzoli ed incisivo,come un flash fotografico,per cui non mi annoio mai a leggere i suoi versi,che mi danno emozioni piuttosto difficili da cogliere altrove,dove lo stile è spesso una edizione riveduta e scorretta di quello dei VERI GRANDI DELLA NOSTRA PASSATA LETTERATURA!
    Stavolta poi ne apprezzo anche i temi,veri,vissuti e bellissimi nella sicuramente sofferta sincerità comunicativa!
    Per quello che può contare il mio modestissimo parere,FRANCESCA è una voce NUOVA nel panorama spesso decadente e veccheggiante della poesia contemporanea.Bravissima e complimenti e continua a scrivere ancora.
    Mario Prontera

  3. Io mi sento piccolissima, adesso. Piccolissima a leggere i vostri pareri …

    Grazie ad Anna Maria che riesce a cogliere le emozioni e a dare loro i giusti colori e i giusti contorni. Ha gli occhi che si emozionano e vedono, lei.

    Grazie ad Abele, che ha sempre una stanza pronta nella sua casa, ad accogliermi. Ed io mi sento a mio agio come nella mia, perchè so che persona e che POETA, è.

    Grazie a Cristina a Rosaria e a Mario, davvero con tutto il cuore….

  4. gran bel lavoro
    invidio(in senso buono) questa tua capacità
    una volta mi dicesti: ogni volta che scrivo mi guardo dentro e cerco di vedere anche quello che nn vedo
    quelle poche volte che adesso scrivo ho sempre in mente queste tue parole insegnanti.
    grazie di cuore
    mauro

  5. Che dire… le emozioni che provo ogni volta che “ti leggo” non riuscirei ad esprimertele con le parole… spero presto di poterlo fare con la danza come è già stato fatto con le immagini! Un abbraccio!!

  6. Ciao Francesca.
    Le tue poesie mi piacciono tanto.
    L’ironia che vi ritrovo è sublime!
    Le rappresentazioni di Annamaria sono lo specchio delle tue poesie.
    Brave.

  7. Una sorta di cosmesi, che è anche un sipario, sembra intonacare i versi,
    lasciando però trasparire ‘le scadenze della carne’ e ‘le farfalle sul comò’.
    Ovvero qualcosa che potenzialmente potrà essere buio o luce.
    le belle poesia accolgono questi contrasti e rivelano nel disincanto che questi, come i tappeti ritornano sempre al loro posto.
    Anche le belle immagini col loro segno nitido e con le scelte cromatiche segnalano l’affiorare dell’inquietudine e la complessità dei contrasti in sintonia con le poesie.

  8. Ringrazio Francesca e i suoi versi fortemente visionari, incisivi, che puntano dritto alla nostra percezione!
    Se non avessi letto proprio le sue raccolte nessun disegno avrebbe delineato forme, nessun colore avrei usato!
    Ringrazio Abele Longo che di tutto ciò mi ha onorata!
    Ringrazio tutti VOI!

  9. Credo che Francesca sia omai pronta per il grande balzo.
    La sua poesia sta crescendo a vista d’occhio e si arrichisce ogni giorno
    della maturazione stessa di Francesca. Le situazioni che la vita le ha fatto vivere, sono continuamente e sempre maggiormente dentro alla sua poetica. La sua capacità, di vedersi dentro ed attraverso, ci porta nelle sue visioni sensoriali ed extrasensoriali. Un viaggio solo apparentemente immaginifico, perchè poi alla fine tutto ritorna al suo posto, persino la vita di Francesca: in poesia i conti tornano sempre?
    Molto belle anche le poesie visive di Anna Maria che si fondono con i testi,a volte, creando giochi di ombre e luce tra le parole stesse ed il loro molteplice significato.
    Un abbraccio immenso a Francesca e un ringaziamento ad Abele che spesso la ospita nella sua casa :)
    cino

  10. poesie nude, a parte qualche aggettivo messo fra punti in evidenza o sospensione, come fosse (l’aggettivo) unica concessione e sovraimpressione (cioè messo sopra il nudo essere e anche apparire)
    a un linguaggio diretto, scabro, ma non del tutto duro, perché non privo di ironia e di un’ inquietudine come in pressione.

    ciao Francesca! Grazie a te e ad Abele.
    molto adatte anche le immagini, dunque grazie anche ad Anna Maria de Carlo.

  11. Roberto – grazie dei tuoi colori e la tua attenzione sempre.

    Mauro, ormai è tanto che ci sappiamo …Grazie amico mio

    Annagrazia, sarà bellissimo il nostro sogno – insieme!!!! Sì – proprio bellissimo

    Mauro, l’ironia … senza di quella, sarebbe tutto monocromatico, credo. Grazieeee

    Telemaco, il vuoto, alla fine, prende sempre la forma del suo contenitore. Come l’acqua. Grazieee

    Anna Maria, non immagini quanto io ami questa sana contaminazione cromatica – sa di luce e cose belle. Così come sei tu. Grazieee

    Vincenzo, è tanto tempo, ormai e la stima che nutro nei tuoi riguardi mi fa apprezzare ogni singola parola … che spendi per me. Grazieeee

    Margherita, grazie della tua capacità di analisi, sempre – grazieeee

    E a te, Abele … sempre sempre!!!!

  12. Splendide le illustrazioni che catturano l’essenza della poesia di Francesca, cioè la capacità di creare un mondo esattamente sovrapposto alla realtà, coincidente con essa, eppure disegnato con tratti che ne rendono evidenti le caratteristiche che normalmente non vediamo, immersi nella “demagogia del sole”.
    Il linguaggio di Francesca è più che realistico, è iper-realistico, e genera una intermittenza di colori forti sugli oggetti, illumina la scena come un riflettore a teatro, consentendoci di cogliere i suoi nessi senza essere indirizzati forzatamente dall’autore, come spesso accade nella poesia tradizionale.
    Ammiro da sempre in Francesca la sua naturalezza nell’accostarsi al linguaggio con la stessa innocenza di un bambino: lei non vede le parole attraverso il filtro della coscienza sociale, ma ne scopre il conflitto profondo, mostrandoci il “re nudo”, come nella favola.
    E’ sempre una sorpresa leggerla e rileggerla.

  13. Ho apprezzato molto il connubio tra immagini e parole. Le poesie di Francesca, così disposte, sono davvero preziose. C’è una vena realistica, sì. I versi riescono ad ancorarsi al dato oggettivo senza ammiccare però alla pura descrizione aneddotica. C’è un sapiente uso dell’ironia e del linguaggio colloquiale a controbilanciare le spinte più ingenuamente liriche e a rendere il testo iper-realistico, come dice Patricia. Una voce indubbiamente originale.

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