Poesia/Salvatore Toma

Omaggio a Salvatore Toma

Le poesie qui proposte di Salvatore Toma, poeta salentino morto a 35 anni nel 1987, sono raccolte in Canzoniere della morte (Einaudi). Scrive Maria Corti nell’introduzione: “Salvatore Toma scoprí nella ingenuità misteriosa e magica degli animali qualcosa di definitivo, una purezza e moralità naturale estranea all’uomo. Con estro indiavolato egli trasforma la morte di un capodoglio in una beffa per i suoi uccisori; o descrive l’accoltellamento di un maiale in macelleria con tutte le sfumature enigmatiche dell’innocente condotto a morte. Toma sa parlare con fervore di nidi, spia i voli degli uccelli, ascolta il vento.”

*

*

Testamento

Quando sarò morto
che non vi venga in mente
di mettere manifesti:
è morto serenamente
o dopo lunga sofferenza
o peggio ancora in grazia di dio.
Io sono morto
per la vostra presenza.

*
Se si potesse imbottigliare

Se si potesse imbottigliare
l’odore dei nidi,
se si potesse imbottigliare
l’aria tenue e rapida
di primavera
se si potesse imbottigliare
l’odore selvaggio delle piume
di una cincia catturata
e la sua contentezza,
una volta liberata.

*

Mario Giacomelli

Il maiale

Il maiale
era lí che mi guardava.
Il macellaio
faceva finta di niente
e gli girava intorno indeciso
col coltello allucinato.
Voltai l’angolo
il maiale pareva
implorarmi a restare
posando alla catena
come un lupo in olfatto.
Cosí rimasto incantato
non sentí il coltello
forargli la gola
e non vide il sangue
colargli a dirotto.
Era tutto concentrato
a rivedermi apparire.

*

Un giorno di questi

Un giorno di questi
farò di tutto,
tuttò farò filare liscio,
i pensieri e gli occhi
anche le nuvole raddrizzerò.
La mia ascia
sarà inesorabile.

Un giorno di questi
comanderò,
come un Dio
tutto vorrò
a me comparato.
Capre galline
voleranno sulle teste
umane come rettili nei fiumi
e fra le aride rocce
un giorno di questi comincerò.

8 thoughts on “Omaggio a Salvatore Toma

  1. Se si potesse imbottigliare

    Se si potesse imbottigliare
    l’odore dei nidi,
    se si potesse imbottigliare
    l’aria tenue e rapida
    di primavera
    se si potesse imbottigliare
    l’odore selvaggio delle piume
    di una cincia catturata
    e la sua contentezza,
    una volta liberata.

    Per fortuna non ci hanno ancora provato e temo che farebbero solo spropositi.Non conoscevo questo poeta, lo cercherò.Grazie Abele, lo considero un regalo.f

  2. è uno di quegli autori nei quali “agisce” la poesia, forse nativamente – penso a Lorenzo Calogero, a Beppe Salvia, a Giuseppe Piccoli – beh, il ns. novecento ne è ricco

    grazie, e complimenti per il blog

  3. “descrive l’accoltellamento di un maiale in macelleria con tutte le sfumature enigmatiche dell’innocente condotto a morte”

    ecco, mi ha colpita molto proprio la poesia “il maiale”, anche perché, come si sa, molto gli assomigliamo (geneticamente, non pensavo al porco, non me la sento in questo contesto di fare un commento proprio basso)-

    Grazie Abele per questo omaggio, davvero colpita (ovvio anche da quella d’incipit).
    ciao

  4. Scotellaro (Nel Cristo di Carlo Levi c’è qualcosa di simile al maiale di Toma), Pessoa, Neruda. Tutto è già stato scritto. Eppure, a volte, tutto si rinnova. Mistero della Poesia.
    PVita

  5. poesie maiuscole (meloricordavo bene, da splinder)
    il controsenso della contentezza imbottigliata (se si potesse, più non sarebbe “liberata”, essendo conten tezza conten uta) e il drammaiale (l’apparire dell’apparenza incanta la gola alla sostanza)

  6. poesie che hanno un gran fascino di terra bruciata dal sole, un figlio del salentino che molto ha e continua a donare: insieme alla ruggeri, anche lei morta prematuramente, un vero gioiello di ideatività..

  7. E’ un grande poeta del ‘900. Il suo sguardo sulla morte attraverso la poesia è uno dei più tormentati e lucidi. L’ho proposto al convegno “Poesia e Salvezza” di Fonte Avellana organizzato da Ramberti. Grazie a Maria Corti e Oreste Macrì l’abbiamo conosciuto. In buona parte ha ispirato alcuni mieti scritti. il mio primo fu questo.

    Io mi salverò
    La memoria tiene fino alla demenza senile
    Poi il corto circuito cambia gli elettrodi
    Allora cominciamo a dire la verità
    Toma, vedeva oltre, i puri lo fanno
    Nessuno comprende il significato pieno
    La massa si riduce, rimane la buccia
    Proprio quella non si butta, teniamola
    Oggi l’oscurantismo vige come una cappa
    Ci sta provando il buco dell’ozono all’estinzione
    I discorsi ammaliano e le bocche sono aperte
    Mosche e zanzare hanno dove rifugiarsi
    Non sappiamo più scacciare, trangugiamo tutto
    Io mi salverò, da morto mi salverò

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