Arti visive/Grayson Perry

L’arte di Grayson Perry

Grayson Perry 1

Molti dei lavori di Grayson Perry propongono dei paesaggi interiori caratterizzati da ossessioni personali e influenze di culture diverse, come quella giapponese e lettone; e prendono spesso spunti da fonti disparate come fotografie degli anni Sessanta o tavole anatomiche del diciottesimo secolo. Molte delle sue idee trovano la luce durante la notte. A quanto sembra è solito svegliarsi subito dopo aver sognato per buttare giù degli schizzi che elabora poi con grande cura durante il giorno.

http://www.victoria-miro.com/exhibitions/_400/

Whore of Essex, c1986 (Perry)

4 thoughts on “L’arte di Grayson Perry

  1. nei colori e nelle immagini, inoltre nella disposizione spaziale di questi elementi, mi fanno pensare agli arazzi o ai tappeti ricamati a punto catenella, anche a dei pannelli per il racconto di una storia che si sviluppa non lineare (o non sequenziale) ma appunto in più direzioni contemporaneamente (come vaso onirico che si espande)-
    cmq la prima immagine sembra un gioco dell’oca o il gioco della vita, con la strada che si snoda come una lingua di serpente (o così mi sembra visto alla distanza), la rosa dei venti e altri simboli, “tat moderne” leggo, ma non riesco ad interpretare, insomma riemersioni del quotidiano con la donna al centro.

  2. ciao Margherita, arazzi e vasi sono tra gli oggetti che Perry predilige per i suoi lavori. Tiene conto di tradizioni artigianali diverse ma i suoi disegni che pur le richiamano seguono vie insolite per quella che si definisce comunemente come arte decorativa (incubi piuttosto che immagini rassicuranti). Nella prima immagine abbiamo al centro la Tate Modern (la ‘e’ di Tate è andata ad attaccarsi a Modern :).
    Abele

  3. Sembra un’interessante mappa dell’inconscio, una specie di fusione fra il surrealismo e il naif, in cui è il mondo dell’inconscio, e non la realtà che ci circonda, ad essere visto con gli occhi dell’infanzia.
    Mi incuriosisce il fatto che dipinga ciò che ha sognato, perché la maggior parte dei miei scritti provengono dal momento del risveglio, momento in cui io scrivo quasi come una dattilografa i versi che “qualcuno” dentro di me ha creato mentre dormivo.
    Sarebbe interessante conoscere la grandezza del primo quadro.

  4. Ciao Patricia – la prima immagine è di una sciarpa che ha creato per la Tate Modern (in vendita tra l’altro). Anch’io trovo il risveglio il momento migliore per scrivere anche se da quando prendo il treno alle sette ho abbandonato un po’ l’abitudine.

    A mattino inoltrato,
    nel pieno procedere del giorno,
    ancora qualcuno si attarda nel letto,
    segnato dall’ipnosi,
    intento al restauro del sonno.
    Come se si potesse riparare
    la notte,
    il vaso infranto,
    la lesione del cielo.

    Valerio Magrelli

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