Archivio per ‘Margherita Ealla’

aprile 2, 2012

(Calling Orson) Margherita Ealla


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il sangue lungo il suo geranio rosso.
Potere questo, un mattino, poi ripreso
dal calore terrestre cresciuto sulle dita.
Non esiste una carne assoluta perché laboriosa.
Anche la morte è una volta sola
unita all’ossatura con il prodigio della catena.
Una talea questa carne bambina, spesso ci assedia,
ma dalla finestra guarda la strada. Ha già attecchito
metti via il coltello dalla gola.
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*
[la bambina dal sorriso di dolce natalizio
posa un fiocco e rimane vitale.
Dentro le piccole clessidre
goccia a goccia
si forma la natura del miele
in che altro il rossore
l'anello verde degli occhi
i baci non solo per baciare]
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*
ma i fiocchi avanzano e il sangue è sparso
malgrado tutto le labbra riuniscono
e dentro al cerchio c’è ancora posto.
Perché è così che l’orco rimane fuori
può certo dire
-che bei pensieri, li mangerò uno ad uno-
ma non avrà il mio né il tuo
sulla cima della testa prova invano.
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febbraio 7, 2012

Nel Giardino dei poeti….

 

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http://giardinodeipoeti.wordpress.com/2012/02/07/abele-longo/

grazie a Cristina e a Margherita :)

ottobre 21, 2011

Malos Mannaja e Margherita Ealla: Habitat naturali e antroPC

Robert Rauschenberg

 

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Dopo tre giorni di navigazione, raggiunsero le coste di Gitali a mezzogiorno: la chiatta s’inclinò di lato scricchiolando sulla secca, emise un breve latrato metallico e si scrollò la ruggine di poppa.
Poi fu il silenzio.
Intorno, il mare era uno schermo levigato di cristalli liquidi, appena increspato dalla brezza madida di sudore e pesce rancido. Alcuni raggi di sole oltrepassarono l’ascella d’una nuvola, perpendicolando giù dal cielo verso il fianco nudo della spiaggia, lasciva e promettente.
Aldo scostò i capelli bianchi con tutta l’agilità dei suoi sessant’anni e si calò sul basso fondale sabbioso. L’acqua si fece paglierina e una brusca fluttuazione entrò nella risacca, spingendolo innanzi.

ottobre 6, 2011

La versione di Giuseppe. Tre voci (La dimora del tempo sospeso)

 

Fernanda Ferraresso, Margherita Ealla, Iole Toini

 

ottobre 3, 2011

Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Margherita Ealla

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Incominciamo dal titolo: scolpendo il legno, che è la nostra vita e, simultaneamente, la vita degli altri in anelli concentrici tutt’attorno a noi, così esistiamo , “tutto si genera” scrive Margherita vedendo la maternità dell’esistenza umana, animale e vegetale , “a nudo dallo stillicidio del luogo che svena la mano di acqua”:

continua qui

agosto 22, 2011

(An Apple a Day…) R.L. Stevenson: Il mio letto è una nave

Paul Klee Schiffe im Dunkeln (Navi al buio) 1927

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«[...]
Di notte navigo e intanto saluto
tutti gli amici che attendono sul molo,
poi chiudo gli occhi e tutto è perduto,
non vedo e non sento più, navigo solo

[...]»

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Progetti per il futuro  (XII – da sez. UN GIARDINO DI VERSI)

Quando sarò grande e mi diranno “Buon giorno!”
guarderò fisso quelli che avrò attorno,
e ordinerò a tutti i bambini
di non toccare i miei soldatini.

gennaio 17, 2011

Pugliamondo: Nota critica di Margherita Ealla su VIADELLEBELLEDONNE

by Nadia Esposito

 

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/01/17/pugliamondo-un-viaggio-in-versi/

Grazie Margherita!

settembre 15, 2010

Poetry Lab: Eallaigamma

Eallaigamma

Da dove viene la tua poesia?
Tu chiamala se vuoi poesia…
A parte le mie mani messe avanti, penso che venga per germinazione spontanea; poi subisce la selezione naturale dell’ambiente e del vissuto.

agosto 25, 2009

Eallaigamma: Non è ancora il tempo delle mele

Eva Eun-Sil Han

Eva Eun-Sil Han

 

 

 

 

 

 

 

 

A. / ristà di mela tonda / a chiappa l’onda
/ di gusto in bocconcini /
lasciando i semi / ma quanto cari.


e dopo e ancora
sul torsolo della montagna
chi viaggia gira
troppo tempo al largo

si incunea pizzicando
fra il se e sé domanda
quale buon vento
ha convertito fin qui lo spazio d’aria

la casa che prepara la stoviglia
già guarda al buio .

Sono al sicuro, ridosso della coda
i centri commerciali più alla moda
e ogni tanto il banchetto delle mele
di cella frigorifera, fuori stagione
ma rosse e gialle in modo accattivante

un gusto meglio che niente
nel mordi e fuggi del fine settimana.

Così arrivare in cima
quasi un momento
incontro al proprio
panico dentro
nel profumo che è manciata del sambuco
al pestello tutto fiorito e chiaro sull’asfalto

In questo naso che non va
più in là di un palmo
cercando infanzia di lucerna a zonzo
ma che annusa il piatto
e un volto
dentro la goccia di minestra

nel riflesso scotta
qui vicino.

http://suiduepiedi.splinder.com/

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