Cinema/SALVIAMO CINECITTA'

SALVIAMO CINECITTA’

SOTTOSCRIZIONE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI CHE OCCUPANO GLI STUDIOS DAL 4 LUGLIO. Cod. iban IT52P0558403207000000000800 – Causale: CINECITTA’ OCCUPATA – Destinatario: CARLO PAVONE PER CINECITTA’ OCCUPATA…

SALVIAMO CINECITTA’ : REPORTAGE D’AUTORE E D’INTERVENTO CIVILE, regia e montaggio di Iolanda La Carrubba.
Scrive Nina Maroccolo: secondo la tradizione nobile e accanita del “cinéma vérité” (o direct-cinema): che negli Anni Sessanta si affidava alle cineprese portatili da 16 mm, ed oggi, inveve, confida nel più leggero ma non meno impegnato ausilio del digitale. Iolanda La Carubba è andata sul posto, ha fatto parlare i protagonisti di questa desolante vicenda, i 220 lavoratori e maestranze storiche che hanno creato un Presidio dormendo sotto tenda e difendendo la loro causa con dignitosa disperazione. Ha sollecitato un politico e sempre attento al sociale come Dario Nanni. Ha chiesto poi a degli autori della Roma di oggi di confrontarsi con le ombre e le luci di Cinecittà, questa grande eredità, oggi insidiata, del cinema e dell’immaginario. Nina Maroccolo, ad esempio, ha provato a calarsi nel personaggio irruento e dolcissimo di “Mamma Roma” – un’improvvisazione tanto istintiva quanto forse nell’inconscio meditata – quasi chiedendo al ricordo inarrivabile della Magnani di esserle miglior guida e madrina. Né sono stati da meno Gi Emme (Giovanni Marasco) con le sue foto b/n; Anna Maria Curci, che ha poetato le parole orribili della globalizzazione; Paolo Carlucci e Chiara Elia che hanno letto delle liriche composte appositamente. Plinio Perilli, infine, ha collegato il dramma della cronaca odierna con le grandi vicende culturali annidate dietro e dentro i nostri Studios: parlandoci di Fellini, Rossellini, Pasolini, e perfino di suo padre Ivo, sceneggiatore storico, e di sua madre Lia Corelli, che ogni giorno, nei primi Anni Quaranta prendeva il trenino azzurro da Termini e scendeva di fronte a Cinecittà, al Centro Sperimentale, fra alcuni giovani classe 1922 che si chiamavano Peppe De Santis, Carlo Lizzani, Carla Del Poggio… 

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11 pensieri su “SALVIAMO CINECITTA’

  1. Tutta la nostra solidarietà alle maestranze e ai lavoratiri di Cinecittà. E tanta commiserazione per chi ci governa, gente vecchia ma senza memoria: hanno mai provato a immaginare quale sarebbe stata l’immagine del nostro Paese senza Cinecittà? A un Nino Rota distratto, che non riusciva a trovare il passaporto, gli bastò canticchiare il motivo della Strada perché lo facessero passare all’aeroporto di Mosca…

  2. RICEVO DA NINA, CHE RINGRAZIO DI CUORE A NOME DI MOLTI DI NOI

    Caro Abele,
    ti ringrazio come non mai. Stiamo facendo circolare non solo questo mediometraggio. Molte, infatti, sono le documentazioni-video che mostrano l’ingiuriosa arroganza dei politicanti & palazzinari d’accatto. Sì, Alemanno e Abete fanno affari, consapevoli dell’anarchia accidiosa, pigra – e di un Ego tipicamente italiani.
    Si traccia un decisionismo ferreo, puramente fedele alla logica del denaro e dell’ignoranza culturale.
    Userò il termine TOTALITARISMO.
    La massa non rischia, non vede, non sente… Non *vuole* agire. Sceglie l’indifferenza.
    I soliti rinoceronti ioneschiani.

    SALVIAMO CINECITTA’ ha occupato dal 4 luglio la parte esterna degli Studios, arrivando ai tetti dell’edificio e appostandosi lungo la Tuscolana in un antro che è il Presidio. Da lì, i nostri amici okkupanti, non si muovono.
    Il sindaco romano non sta ponendo veti imprenditoriali. C’è da sanare il buco nero del debito pubblico.
    Sappiamo che entro agosto verranno prese decisioni ineluttabili: tra queste l’esergo di piscine, il prologo d’ipermercati e centri benessere, l’epilogo di alberghi e chissà cos’altro…
    Atto Primo: cementificazione di gran parte di Cinecittà, ipotecata quale Museo del Cinema. Unico conforto: verrà risparmiato il felliniano Studio 5.
    Queste sono decisioni di portata storica! E NESSUNO fa niente! Giusto qualche appello di attori e registi, e via! Fatto il compitino mediatico già si dimenticano che almeno un *testimonial* avrebbe riportato l’attenzione su questi problemi: ma avrebbe dovuto esporsi. Sarebbe stato chiamato ad assumere una posizione.
    Ho ascoltato l’intervista a Luca Zingaretti: chiappe chiuse per timore di recare danno al fratello che probabilmente sarà il nuovo sindaco di Roma. La zampa del capro politico c’è sempre… E bravo Zingaretti. E intanto vanno avanti i *soprusi* nei confronti delle maestranze: 250 lavoratori degli Studios, molti dei quali hanno lavorato da oltre quarant’anni a Cinecittà, ereditando il mestiere dei padri, dei nonni.

    SOLIDARIETA’ da tutto il mondo! Peccato che le Stars di Hollywood, molte delle quali abitano in Italia, non abbiano compiuto un atto concreto. Tanta indignazione: da Al Pacino a Robert De Niro, da Jean Luc-Godard a Coppola, la lista è infinita… Il momento passa: si gioca sull’hic et nunc, sulla tempistica, la campagna d’informazione.
    *

    Gianluca Rocchi: “Mio Padre Vittorio Rocchi lavorava in falegnameria di Cinecittà, forse qualcuno lo ricorda…”
    “Corrado Pirozzi? Come no, al tornio e per il legno usava le mani invece che carta vetrata”.

    [ROMA, Studios, sabato 28 luglio 2012]

  3. Avendo lavorato a Cinecittà e precisamente al Cinefonico, seguo costantemente gli eventi portando il mio piccolo contributo alla causa mettendo a disposizione tutte le mie conoscenze nel campo della comunicazione e media, (tv, radio, giornali) per quanto nelle mie possibilità i ragazzi del presidio sanno che non resteranno mai soli.
    Sempre “Forza e coraggio”…………………………………………………………………………………………………………………………

  4. Cinecittà rappresenta il simbolo del cinema italiano e non solo, e rappresenta anche la storia del nostro paese che rischia così di venire spazzata via. Questo video testimonianza mostra l’impegno e la passione di persone che, a dispetto dell’ottusità e della miopia di chi ci governa e della classe politica tutta (da destra a sinistra, dal centro ai tecnici), agiscono e solidarizzano concretamente con i lavorati di Cinecittà che non possono essere lasciati da soli in questa battaglia. Grazie a Nina Maroccolo per le sue parole così vere, al consigliere Dario Nanni, a Plinio Perilli, a Iolanda La carruba e a tutti coloro che hanno partecipato e sostenuto iniziative in tal senso. E grazie Abele per il post.
    Monica

    • Infatti, Monica, non abbiamo una classe “politica” che si possa definire tale. Impegnati su ben altri fronti in vista delle elezioni.
      una caro saluto
      abele

  5. Purtroppo andando avanti ogni giorno scopriamo un pezzettino di verità “scomoda”….
    Quel bellissimo lotto chiamato Cinecittà Studios fa molto gola agli imprenditori che sperano di trarre profitti non derivanti dall’industria cineaudiovisiva.
    Scopriamo legami e interrelazioni sempre più complesse, e ci rendiamo conto che stiamo portando avanti una battaglia lottando contro un nemico dalla forza immensa….ma ognuno ha il suo tallone d’achille!
    La nostra non è la difesa del posto di lavoro, ma la difesa di un’identità nazionale, di un luogo che ci ha reso famosi in tutto il mondo, dove la creatività, la capacità e tutte le qualità tipiche del dna italiano hanno prodotto capolavori unici.
    Spero che la nostra voce diventi sempre più forte per arrivare a quelle orecchie che non vogliono sentire e che a quel punto non potranno più far finta che va tutto bene, che questa é solo la “miope opposizione di un gruppo di sindacalisti che non hanno compreso la meraviglia di questo piano industriale”.
    Ma è proprio perchè anbiamo capito benissimo dove porterà questo occulto disegno che ci OPPONIAMO!!!
    Ringrazio tutte le persone che dimostrano quotidianamente solidarietà alla nostra causa.
    Simona

  6. Grazie, Simona, per la tua preziosa testimonianza. Siamo con voi perché Cinecittà e’ parte di noi, del nostro immaginario collettivo. Penso a come ne sarebbe rimasto inorridito Fellini e tanti registi della sua generazione, non solo italiani, di fronte a una notizia del genere. Penso al suo ‘Roma’ che guarda alla barbarie del nuovo, del cemento che avanza. E viene veramente da chiedersi, riprendendo il tuo discorso, cosa significi per molti sentirsi “italiani”, quando neanche il cinema che ci ha cresciuti, i film che ci hanno nutrito, hanno piu’ valore.
    Un carissimo saluto a voi tutti e grazie! Noi nel nostro piccolo faremo quanto possibile.

    “Cinecittà è l’unica città dove vorrei abitare, perché permette di essere inventata giorno per giorno.” Fellini

  7. direi a Nina e a Voi tute. tutti, che il problema italico vero è che della cultura e della memoria no, non interessa proprio che l’assoluto nulla a questa pseudo classe dirigente al potere! basti vedere in che stato versano (un esempio tra i tanti) gli scavi di pompei!

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