Patrizia Bertelli/Poesia

Patrizia Bertelli: architetture imperfette del pensiero

sguardi
Nascondo la bocca colma di parole
Per te particelle di frantumati pensieri
Ma gli occhi nello sguardo rimangono
Legami in questa mia assenza

*
La dolce bestia [sopra a un dipinto di Picasso]
Ibrido brindo dal calice il liquido
che germoglia saliva dalla tua bocca.
Son bestia e uomo, dolce e terribile,
amico e nemico, amante e casto.
Mostro la mia forza e la mia fragilità’
per frantumarle con un semplice gesto.
Indifeso scateno la mia furia.
Brindo alla bellezza nuda che è intoccabile,
vicina  ma inarrivabile come ninfa aperta che,
spudoratamente adagiata sull’acqua,
nasconde il proprio mistero.
Di fronte alla bellezza anche la rabbia si placa,
il dolore è redento.
Passione e violenza.
Irruenza verso il niente, l’ agape, la notte.

*

aurora
Mi innesco pensieri incandescenti
nelle geometrie dell’anima.
In simultanea salgono adagio
nella luce intensa dei miei occhi.
Osservo i miei sguardi taglienti
come aghi aculei del tempo.
Pianifico le ore passanti
nella pelle color creta
dell’oro sempre addosso.
In apnea respiro rugiada
distillata con minuziosa dovizia
sulla superficie del giorno appena desto.
Dentro di me un sole luminoso.

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7 pensieri su “Patrizia Bertelli: architetture imperfette del pensiero

  1. Pingback: geometriche emozioni « Architetture imperfette del pensiero

  2. Difficile solo pensare alle geometriche impalcature della mente: ogni parola produce archietture astratte, strane, tanto dolenti quanto nostalgiche, così fragili quanto indistruttibili!! L’ultimo capoverso è l’auspicio che faccio a te e ad ogni “buon” lettore!
    Carlotta

  3. Grazie cara Carlotta! e’ il fluire illogico dei pensieri, che scavano ininterrottamente la mente e poi vengono fuori, cosi’, casualmente, e toccano le viscere dell’anima. La mia. Non so se sono riuscita a trasmettere queste mie sensazioni, nate per pura passione e gioco. E’ comunque per me un grande onore essere qui e provo un certo imbarazzo in mezzo a tante Voci veramente poetiche. Colgo l’occasione per ringraziare ancora il Professor Longo (e te!) per avermi dato questa opportunita’.
    Grazie,
    Patrizia.

  4. E’ un continuo costruire, di geometrie per forza imperfette. Un grande grazie a Patrizia Bertelli che saluto insieme a Carlotta.
    abele

  5. Queste belle poesie diventano alla lettura delle immagini nitide come quadri, una bocca che trabocca di parole e frammenti di vetro e un minotauro per la seconda, che partecipa della duplicità uomo bestia, con le due parti in lotta tra di loro.

  6. Grazie Giancarlo! La dolce bestia, ispirata da un dipinto della Minotauromachia picassiana, e’ la dicotomia bene/male innata in ciascun essere umano. Il titolo stesso, dolce/bestia, proprio come il Minotauro, tecnicamente un mostro ma per niente raccapricciante, annuncia questo dualismo.

  7. Pingback: geometriche emozioni | sospensioni | di altro di me

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