Archivio per febbraio, 2012

febbraio 27, 2012

(Calling Orson) Romeo Raja

Ani Magai

*

neversi.

hai visto la neve, quest’anno
non c’è stata,forse
sapeva che sappiamo nevicarci noi
zittirci per ascoltare tutto e
fermi per scorgere ogni movimento.
Anche se respiriamo più forte di una corsa a perdifiato
e abbiamo urli in gola da scassare un’eco.
L’ho vista un regalo la neve
come un gioco a Natale e poi
come una pausa che rallenta la vita per accorgermi di lei.
Anche quando la neve non c’è stata.

febbraio 26, 2012

Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Nina Maroccolo

*

DON TONINO

 Oh, Giuseppe! Falegname virtuoso, uomo
del silenzio che costruisce, lima, pialla
la spiritualità – forse già incolla i cuori.
Non era questo ciò che volevo sentirmi dire!
Scivolo nel dolore senza farne ritorno.
Penso alla riservatezza di certi spazi

continua qui

febbraio 22, 2012

Augusto Benemeglio: Camillo Sbarbaro

I ritratti di Augusto

cliccare sul titolo qui di seguito:

Augusto Benemeglio – Camillo Sbarbaro

*

febbraio 19, 2012

Vitagliano recensisce Ruffilli. Affari di cuore, Einaudi, 2011.

Il letto per l’amore/ è un campo di battaglia/ del mistero:/ vi dura la pace/ nella guerra e nel conflitto,/ più si è morti/ più si vive meglio (…). L’analogia con il terreno dello scontro militare è efficace. Eppure, l’amore che Paolo Ruffilli articola nella sua ultima raccolta non è affatto tragico. Non sgorga sangue dai suoi corpo-a-corpo. Ma il miele del piacere e il fiele del disincanto (…). Non c’è balsamo/ non c’è pomata/ che valga a ungere e/ irrigando a dilatare,/ per far passare/ quello che volendo/ non può entrare (…).

febbraio 19, 2012

Plinio Perilli: Hollywood Odiosamata (17)

*

*

17 – Perfino il musical si adegua…

   Ma anche Hollywood si aggiorna! Cominciò a farlo già nell’immediato dopoguerra, con un postneorealismo che in qualche modo teneva conto dei nuovi stilemi e umori europei, per importarli e liberarli in una nazione – anzi un continente – profondamente autocritico, e sempre più assetato di amare verità che di belle finzioni… (Italia a parte, la Francia aveva fatto, stava onorando la sua parte con importanti film di Clément e

febbraio 16, 2012

(Calling Orson) Gloria D’Alessandro

Chagall

*

EVA

“Mi chiamo Eva,

io,

al cospetto della luna

ora

nel momento d’un secondo passato…

a baciarti tra le foglie

 

mi ritrovo addosso profumo

intenso di stagione

nell’intarsio delle note

a cui chiedo di portarmi a spasso

nell’oro del tempo

 

si abita in risposta

d’un non-sense

per la parola

“esistenza”…

febbraio 14, 2012

Konstantinos Kavafis: Aspettando i barbari

 

(Dimitrios Loumiotis)

*

*

Aspettando i barbari (Le invasioni barbariche)

Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?

Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?

Perché i Senatori restano senza legiferare?

È che i barbari arrivano oggi.

Che leggi voterebbero i Senatori?

Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,

siede su un baldacchino alle porte della città,

solenne e con la corona in testa?

È che i Barbari arrivano oggi.

L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.

Egli ha perfino fatto preparare una pergamena

che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.

Perché i nostri due consoli e i nostri pretori sfoggiano la loro rossa toga ricamata?

Perché si adornano di braccialetti d’ametista e di anelli scintillanti di brillanti?

Perché portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?

È che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.

Perché i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?

È che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi né i lunghi discorsi.

E perché, all’improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento?

Come sono divenuti gravi i volti!

Perché le strade e le piazze si svuotano così in fretta

e perché rientrano tutti a casa con un’aria così triste?

È che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.

E della gente è venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari…

E ora, che sarà di noi senza Barbari?

Loro erano una soluzione.

trad. Filippo Maria Pontani

febbraio 14, 2012

(Calling Orson) Subagio Sastrowardoyo – Giancarlo Locarno

Parco Ticino - by Giancarlo Locarno

 

 

Nada Awal

Tugasku hanya menterjemah
gerak daun yang bergantung
di ranting yang letih. Rahasia
membutuhkan kata yang terucap
di puncak sepi. Ketika daun
jatuh takada titik darah. Tapi
di ruang kelam ada yang merasa
kehilangan dan mengaduh pedih.

L’alba del suono

Il mio unico compito è quello di tradurre
il moto delle foglie
che dondolano sui rami vecchi.

I segreti hanno bisogno di parole
parlate dalle cime dei silenzi.

E quando una foglia vi cade dentro
non scorre il sangue
ma in quello spazio nero
cresce un senso di perdita

che si trasforma
in un grido.

(traduzione di Giancarlo Locarno)

febbraio 12, 2012

Massimo Botturi: Non mi svegliate

Charles Keiger

*
NON MI SVEGLIATE

Fatico nel dormire:
perché ho perduto il suono
il ricamo delle ali, il coraggio della neve.
Ho perso nelle orecchie la ninna nanna antica
il dondolare contro corrente delle madri
il frangersi dell’acqua sopra le lingue asciutte

febbraio 11, 2012

Question Time. La poesia-azione di Michele Ortore

 

Caino

Magari tornasse ancora (sulle braccia) 

tra gli infissi delle scapole il teorema

di un pomeriggio aperto e questa

finestra ora è (il palafreno del sole):

“Ti ho sognato, lo sai, eri il minuetto della luce”

lo stropicciarsi bello del bosone di Higgs

senza saperlo, il segreto è quello, senza saperlo:

febbraio 10, 2012

Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Giancarlo Locarno (I)

*

Mia figlia, un giorno, tornando a casa dall’asilo, ci ha detto:
-Sapete!..c’è un mio compagno con un nome strano…-

continua qui

febbraio 8, 2012

Rosaria Di Donato – “Esilio di voce” di Francesco Marotta

“ci accomuna la conta differita dei morti
la mano adusa a separare codici e correnti
dal gorgo dove si adunano le ore”

*

*

Rosaria di Donato – ‘Esilio di voce’ di Francesco Marotta

 

 

febbraio 7, 2012

Nel Giardino dei poeti….

 

*

http://giardinodeipoeti.wordpress.com/2012/02/07/abele-longo/

grazie a Cristina e a Margherita :)

febbraio 7, 2012

Alessandro Castagna: Chiaroscuri


*
Alessandro Castagna è nato nel 1978 a Milano, città dove tutt’ora risiede. Insegna inglese. Alcune sue poesie sono apparse sull’antologia Tredici Cadenze, Giovani poeti in Pavia (Puntoacapo, 2011) e sulla rivista Farepoesia. Chiaroscuri è la sua raccolta d’esordio.

cliccare sul titolo qui di seguito:
Alessandro Castagna – Chiaroscuri

febbraio 5, 2012

(Calling Orson) Mezza Notte

 

*

HAPPY BIRTHDAY

Due gattini rossi
e uno strano alfabeto di gesti.
Poche parole per capirci,
da sempre.
Oggi.
Sì, è oggi.
Ti vedo il sole in una mano
e dentro un fiore la tua voce di ragazza
che canticchia tra nuovi petali nascenti.
Se potessi disegnare
il fascino di una rosa,
riporterei certo qui qualche tuo verso
sempre sfumato e potentemente obliquo
come il respiro racchiuso
dal tuo nome color magenta.

febbraio 4, 2012

Poesie (senza metafore) di Salvatore Sblando

NONSENSE AL CIOCCOLATO

 E se perdessimo la dizione

d’ogni parola in favore di un morso

                                           alla cannella

potremmo vivere di pace serena

senza giochi ed inchiostri

né versi ad incastro

Detto questo vorrei abitare

sulla punta di un mio dito

                                           là

dove spesso cheto il freddo

in favore del caldo denso

e liquido dei bordi  in vetro sparsi

                                         al cioccolato

E se non bastasse pretendere

chiederei di giocare al mio solito

incompleto percorso

tra dileggio e serietà

                   Nell’acme irrisolto

del peperoncino, cercherei

                                          te

che d’ogni mio passo divieni

inaccessibile completezza

  (inedito)

 

SENZA METAFORE

Salvatore Sblando

 Hai chiesto come stai; ho risposto, felicemente indifeso.

E non importa se dovrò attendere il minuto che occorre

per respirare questo tuo continuo venirmi incontro

Perché siamo testardi come il verde degli alberi

sui rettilinei della mia città e belli

come la scoperta di una canzone al primo ascolto

Mentre il letto non fa riposo e le lane sulla punta

dei nostri nasi scaldano ogni cosa prossima allo sguardo

noi rimaniamo fitti senza trovar metafore nel passare

su tutto quello che spontaneamente ci appartiene

Ed allontaniamo muri che non fanno case

giorni che non compiono anni

(da “Due granelli nella clessidra”, LietoColle 2009)

 

 ESMERALDA E IL SUO MARE

Ti chiamerò Esmeralda

dove si fa calma quest’assenza

perché sarai figlia

e poi madre del silenzio

Ti chiamerò, col nome

che si legge ad ogni fiato

indefinibile alla notte

Ti chiamerò ancora

senza sbagliare la pronuncia

ma sarà muto il suono del vento

giù dalla scogliera

Ti chiamerò così

come il mare le sue acque

e sarai onda capace d’arrivare

lì dove c’è l’incomprensibile

(da “Due granelli nella clessidra”, LietoColle 2009)

febbraio 3, 2012

(Calling Orson) Anna Costalonga

*

Un dì all’azzurro spazio

La vecchia stamperia in rovina
cresce nel cortile ghiaioso
le erbe della dimenticanza
rovi convoluti, rafani, ortiche

Sulla strada per casa
è con sospetto che mi fermo
cerco le tife secche
con gli occhi

Le berrei in un sorso
tanta è la mia sete
di polvere e fieno
ossa carbonizzate

Vorrei varcare la breccia
dei mattoni rossi e corrosi
che è davanti a me
sotto i miei piedi

Ho paura di trovarmi
di fronte ai fantasmi
fra le spine delle acacie
sfiorite e senza linfa

Quei fantasmi
che ho cacciato
a colpi di saggina
in un altro cortile

Assolato e sonnacchioso
e che ho paura
di ritrovare qui
fra ciottoli silenziosi

dove pure le parole
si seccano e la lingua
scappa come una lucertola
dalla coda mozza

***

È l’inerzia che mi salva
il resto sopito del mio vissuto
che continua a vivere
nonostante me

febbraio 1, 2012

Augusto Benemeglio – Primo Levi: questo è un uomo!


*

*

1.I sommersi e i salvati

Ne “I sommersi e i salvati”, ultimo libro di Primo Levi , che è stato riproposto da Einaudi in un nuova edizione , presentata al Massimo di Torino , con lettura di alcuni brani di Moni Ovadia, lo scrittore connota la conoscenza del tedesco come ciò che separava la vita dalla morte nel Lager. “Sapere il tedesco significava la vita.” Ma anche l’essere un valente chimico contribuì a salvarlo e a farlo entrare nel “Commando 98 di Chimica” anziché nel forno crematorio. E tuttavia sarà Dante con il Canto di Ulisse, uno dei più struggenti capitoli di “Se questo è un uomo”, a restituirgli il senso vivo dell’umanità solidarietà , della bellezza, l’amore per il sapere e la nostalgia per la casa natìa. E sarà la stessa figura omerica-dantesca di Ulisse che riemergerà dopo molti anni ( espresse il desiderio che fossero scolpite in greco sulla sua lapide le parole “pollà plankte” che definiscono l’eroe e la sua voglia di andare per il mondo ) , nella circostanza della sua tragica morte, avvenuta per suicidio ( si gettò nella tromba

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