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PASOLINI L’IMPLACABILE
DI AUGUSTO BENEMEGLIO
1. La voce malata
Pasolini ha una voce malata , la voce fievole di chi veglia da tempo, la voce di chi protrae un lavoro al di là della sopportazione. A vederlo come lo vedo io non è il Pasolini cupo, corrosivo, violento, denunciatore , polemista ; anzi appare mite, umile. E in lui mitezza e umiltà sembrano quasi il presagio di una sconfitta. M’avevano detto che era definito-indefinito, come il suo nodo di passione e di visceralità , la sua ideologia di profeta del seicento, tutto libidine e santità, servilismo e rifiuto radicale , il suo essere “barocco che ridiscende a dare irrealtà agli uomini, e la sola realtà è la solitudine”. Quel nodo di sofferenza voluta, implacabile, e di esasperazione inutile , di ribellione, di accettazione, di consolazione, di forza











