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Caffè Arabo e Osservatorio Palestina presentano
Kul sana wa enta tayyeb
Evento in solidarietà con i popoli arabi vittime della repressione del regime
5 gennaio 2012, Caffè Arabo, Piazza Bellini, Napoli
Ore 17,30
Incontro “La transizione araba all’alba del nuovo anno”
La situazione dei paesi arabi investiti dall’ondata rivoluzionaria a distanza di un anno. Ancora tanti spinosi interrogativi e vuoti d’informazione sul processo di cambiamento in atto: Rivoluzioni e contro-rivoluzioni, il grido di giustizia e libertà della piazza e la repressione sanguinosa dei regimi, l’ascesa dei partiti islamici e il ruolo ambiguo della comunità internazionale. Quali i possibili scenari futuri?
Ne discutono:
Aladdin Al-Baradduni, artista e scrittore yemenita
Gennaro Gervasio, British University of Cairo
Anthony Santilli, Osservatorio Iraq
Elena Coccia – vice presidente del consiglio comunale di Napoli
Omar Suleiman, Osservatorio Palestina
Modera: Simone Sibilio, Università Luiss Guido Carli Roma
Durante l’incontro verrà presentato il libro Le rivoluzioni arabe. La Transizione mediterranea, a cura di F. M. Corrao, Mondadori Università, Milano 2011
Esposizione del pittore Aladdin al-Baradduni
A seguire:
cena araba
Ore 21.30 Musica araba con Gianluca Campanino
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Il potere della casta
Il Manifesto, 26 Agosto 2010
UN AUTORITRATTO DI ALADDIN HUSSEIN AL-BARADDUNI
INTERVISTA – al-Baradduni, il pittore messo al bando perché dipinge gli «emarginati»
I dipinti di Aladdin Hussein al-Baradduni creavano scandalo in Yemen. Non solo per i nudi femminili, ma anche per le rappresentazioni dei muhammashun, «emarginati», una sorta di sottocasta della società yemenita. Peggio ancora: durante le sue mostre permetteva loro di entrare. Originario di Dhamar, nello Yemen settentrionale, al-Baradduni affronta nei suoi dipinti, nelle sue poesie e nei suoi racconti questioni laceranti nello Yemen contemporaneo: come il sistema di casta, retaggio di tradizioni tribali dure a morire e strumentalizzate dalle istituzioni e dalle gerarchie religiose. La sua storia dice quanto sia difficile rompere i tabù politici, religiosi e sociali: costretto a lasciare il suo paese per sfuggire alla polizia politica, al-Baradduni vive da anni vive a Roma, dove lo incontriamo. E gli chiediamo prima di tutto notizie sul soggetto preferito dei suoi dipinti.
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