Raquel Aparicio
*
Vive piano
senza fare rumore.
Quando cammina evita
ogni incidente sonoro.
Un giorno col dito
agorà senza l'assillo delle correnti
Raquel Aparicio
*
Vive piano
senza fare rumore.
Quando cammina evita
ogni incidente sonoro.
Un giorno col dito

*
venerdì 9 dicembre ore 15
Incontro con i poeti di Puntoacapo Editrice
intervengono Cristina Annino, Luca Benassi, Annamaria Ferramosca e Alberto Toni
a cura di Puntoacapo Editrice
1.
talvolta nella doccia l’acqua
scorre con una piccola
promessa di rinnovamento.
l’occhiata verso il corpo
in verticale
a scorgere il trattamento
del tempo sui muscoli sulle giunture
in verticale
una veloce ricognizione
dell’usura
non devo più fare
niente. è piuttosto richiesto
un leggero aggiustamento
per la stagione
un potare di pensieri fino
all’arte del profumo
acuendo
in unica nota una musica
troppo discorde
finché con chiarezza risuoni
dalla parte che non si vede

Beryl Cook
COSE CHE GLI ASPIRANTI SCRITTORI FAREBBERO MEGLIO A NON FARE: INVIARE MANOSCRITTI TRAMITE RACCOMANDATA * CONFONDERE IL PUBBLICO CON IL PRIVATO * ACCUSARE IMPLICITAMENTE DI FURTO IL PROPRIO INTERLOCUTORE * CONVINCERSI CHE CEDERE A UN RICATTO SESSUALE SIA L’UNICO MODO PER PUBBLICARE UN LIBRO * CONVINCERSI CHE FARE PARTE DELLA MASSONERIA O DELLA MAFIA SIA L’UNICO MODO PER PUBBLICARE UN LIBRO * NON SAPER SCRIVERE… e tante altre cose che gli aspiranti autori farebbero meglio a non fare… MA CHE INVECE FANNO!
continua qui

*
INVITO
Ecologia, terra, Terra, Territorio, Paesaggio, Guerrilla gardening,
Distretti di economia solidale, Gruppi di acquisto solidale, Biodiversità, Critical wine, Sangu ti la terra!, pianta grane/pianta grano, Genuino clandestino, Nocività, Immaginario, Lavoro/Produzione/Consumo critico, Sensibilità planetarie ribelli, General intellect, Tracciabilità dei
C’è una tristezza a Praga che va oltre i carri armati, l’emergenza, i soldati sovietici e l’irredentismo passionale che si cela dietro le persiane chiuse delle strade vuote, vuote di gente e con le indicazioni stradali cancellate dalla vernice nera.
E’ la stessa tristezza profonda che c’era prima, prima di 3 giorni fa,prima di quando i carri armati russi hanno alzato le sbarre dei confini con la Polonia e sono entrati dentro, a centinaia, per ogni dove, sbarrando la vita tremula di un paese tremulo dalle passioni tremule compresse nell’anima.
Hanno trovato la tristezza, entrando, i 2600 carri armati russi che hanno alzato di prepotenza le sbarre dei posti di frontiera alle 4.30 della mattina del 22 agosto 1968.
La gente,come un sol uomo ( ma dove la tenevano tanta vernice?), hanno cancellato con spennellate ardite ogni traccia di toponomastica.
Tutte,tutte,tuttissime le indicazioni stradali,autostradali,cittadine, periferiche,non c’è più una freccia, un cartello, in tutta la Cecoslovacchia,un nome,un numero,un insegna,un indicazione: nulla.
Un paese senza kilometraggi,senza nomi di città,di villaggi. Niente più freccia : a 2 km. Stazione Ferroviaria. Niente più freccia: niente più : uscita per Praga.
Un posto senza nome è ancora un posto ?
Anche le pietre miliari, le piccole innocue pietre miliari sul bordo delle comunali secondarie sono cancellate.
Eppoi , dio mio!! come hanno fatto ad arrivare così in alto?Alte alte sulle autostrade, e agli imbocchi,agli svincoli,sparite quelle scritte bianche su campo blu-azzurro :
Freccia a destra: Flughafen Airport, CANCELLATO
Freccia dritta: Praha, CANCELLATO
Freciia a sinistra: Dobovitcke . CANCELLATO
Via i catarifrangenti ammiccanti anche di giorno. Tutto kaputt. Non ammicca più niente. Nada.
In 24 ore,forse meno, – un raptus collettivo solidale, comunicato ad ultrasuoni-, la popolazione intera di un paese ha cancellato con frenesia ogni riferimento logistico.
” Non ci chiamiamo perciò non esistiamo. Avete preso il nulla”
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“Avia vint’anni quannu mi nnamurai d’a puisia. Fici a guerra vulannu pi sti mari mari e avennu liggiutu (‘n tidiscu) u Faust di Goethe e i Reisebilder di Heine, picchì m’i mpristò Heinz, un amicu pilota d’a Luftwaffe. È curiusu, però, c’ô primu antifascista ca ncuntrai fu un picciottu tidiscu e mi dicia: Ohne Freiheit, keine Dichtkunst: senza libirtà, nenti puisia. “
cliccare sul titolo qui di seguito:
PAOLO MESSINA – ILRINNOVAMENTO E ROSA FRESCA AULENTISSIMA

Oksana Gnatyuk
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Vivrò l’inverno
in questi giorni di pioggia e di schegge
amalgamati al respiro
di cieli incapaci
su mute promesse e flebili voli


Concerto di poesia per Attilio Bertolucci
Omaggio al grande poeta italiano nel centenario della sua nascita
letture – testimonianze – proiezione video
introduce Gabriella Palli Baroni
leggono i poeti Domenico Adriano Annelisa Alleva Antonella Anedda Carlo Bordini Nicola Bultrini Franco Buffoni Maria Grazia Calandrone Marco Caporali Maria Clelia Cardona Patrizia Cavalli Fabio Ciriachi Francesco Dalessandro Claudio Damiani Anna Maria Ferramosca Sandro Florio Marco Lodoli Tommaso Ottonieri Elio Pecora Giulia Perroni Aurelio Picca Stefania Portaccio Gabriella Sica Luigia Sorrentino Alberto Toni a cura di Francesco Dalessandro Maria Ida Gaeta Gabriella Palli Baroni Roma
venerdì 18 novembre 2011 ore 18.00 Casa delle Letterature Piazza dell’Orologio 3
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http://www.youtube.com/watch?v=uF-u7S1UDwQ
Grazie anche alle nostre firme
http://neobar.wordpress.com/2011/05/06/ritorna-lo-zio-di-brooklyn/
Lo zio di Brooklyn è ora in DVD
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Sono passati sedici anni dalla prima uscita di Lo zio di Brooklyn (che oggi torna disponibile in un dvd Filmauro, mirabilmente restaurato) e il film di Ciprì e Maresco non ha perso una briciola della sua forza provocatoria e della sua carica dissacrante. Oltre che del suo fascino misterioso e sfuggente. Se si può azzardare un paragone o almeno un riferimento all’interno del cinema italiano, vengono alla mente solo i film di Carmelo Bene, con la loro carica visionaria e la loro ambizione dissacrante ma il confronto rischia di essere penalizzante per entrambi.
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http://cartesensibili.wordpress.com/2011/11/12/aspettando-un-natale-che-ritarda/
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e per chi avesse perso l’ultimo:
grazie Ferni
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Lei aveva capelli
capelli esplicitamente biondi
e lineamenti non so
se hai presente due spalle
di nuotatrice e in effetti
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Per partecipare a Poesia Condivisa:
http://www.poesia2punto0.com/2011/01/16/poesia-condivisa-il-regolamento/
SUPRAVIVENS [In dialetto incrociato “arioso”, un milanese "gaddiano" inventato.]
Che cusa l’era sta tristess de bona nott
e pesant, agravada dal mal de stomach,
dala siesta fata prest, trop, cul poll arost
che la fava l’asensur per tucc l’esofag?
Una tristess che tacava la bala, che purtava
incì al coeur un muviment peristaltic genuin,
una coesiun ambrada cum la melassa denter
el fiel. Un mument de pura nustalgia, ou de quel
che i puet brav ciaman, da plus centann, lo splin.
Vadavialcu, mi sun arius de l’extra landa milanés,
oltre el Maradagal, oltre le lande secch de la Suiss.
Epuro drent, che son dapertucc e nella scura landa
del nisun. Sun chi, tra Gran Milàn, Suissa, Brians,
un poe de chi e un poe de là, cum uno spirit bianc.
Vul, per le sterrat del’infinì. Mi sun mi, omm,
spiritell, cartell indicatur, duva l’è scritt
SUPRAVIVENS. Duva l’è scritt vivemm.
BLOB CINICO TV
(Italia, 1992, b/n; 260′)
Regia: Daniele Ciprì, Franco Maresco
In onda questa notte dall’1.45 alle 7.00 (315′)
Si chiamava Sergej. Aveva otto anni.
Quel mattino Sergej camminava sul marciapiede costeggiando il muretto che separava il parco-giochi dalla via principale di Beslan. Passava sempre da lì per andare a scuola, e fu in quel tratto che gli fiorì un pensiero.
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E poi non venne la neve
a sfarinare mie spigolature,
tue nere levità.
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da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
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L’Associazione Culturale Villaggio Cultura presenta
Invito alla lettura: La Versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello
“Chi sa che qualcuno, complice la poesia, non venga più facilmente indotto a cambiare genere di vita.” Questo è l’auspicio formulato da don Tonino Bello nella Premessa al volumetto La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe. L’invito è stato raccolto, su iniziativa di Abele Longo, che di don Tonino è stato studente, da ventuno poeti provenienti da diverse regioni italiane. Ne è nata una antologia che dell’omaggio fa un’arte, perché scandaglia e articola a più voci, piene, sottili e tutte intense, in versi e in prosa, i temi affrontati con chiarezza e vibrante impegno da don Tonino.
La Versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello (Edizioni ACCADEMIA di TERRA d’OTRANTO, Collana NEOBAR) è un percorso ricco di esperienze vissute, testimonianze di autentica individualità e, insieme, di afflato collettivo.
(Anna Maria Curci)
Interverranno i “poeti per don Tonino Bello” Simonetta Bumbi, Anna Costalonga, Fernando Della Posta, Annamaria Ferramosca, Abele Longo, Nina Maroccolo, Vincenzo Mastropirro (poeta e musicista); il cantautore romano Orlando Andreucci; il fisarmonicista Primiano Di Biase; i relatori Loredana Savelli, Giuseppe Giunti e Anna Maria Curci e i poeti Augusto Benemeglio, Rosaria Di Donato e Vincenzo Errico.
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Quando si legge la poesia di un autore bisogna guardarsi da alcune apparenze: per esempio una semplicità espressiva, che invece è condensazione di vita oppure dall’uso di parole poco abituali, antiquate o rare, che invece sono ansia espressiva.
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Un’Aquila che scuote le sue ali perché le sente ferite:
radici umiliate di cielo che rinnegano il cielo,
pioggia d’oscuro.
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Trent’anni marinaio
ad Augusto Benemeglio
“dentro di noi c’è di tutto, le radici del gemito e la violenza delle tempeste”
Augusto Benemeglio
I
Trent’anni marinaio
Trent’anni come Drogo nel deserto
e niente più mi attende
se non lo sguardo perso dei pensieri
II
sale il mare di Gallipoli
stringe i polsi del malladrone
*
Anima mia per tutto quell’azzurro
che non ti posso contenere in petto
il tempo non si adatta al tempo
la luce sopravanza alla sua luce