Ora che le dita roventi dell’estate,
s’intrecciano a mani di fulmini e tuoni,
ora che il vento furioso di Libia
si ritira, sconfitto
e il normanno maestoso
schiocca le vele,
in quest’ora che autunno colora,
è così delicato
il succo verde di mela.
(An Apple a Day) Antonella Montagna: A Nina
PER DARE UNA FORMA E UNA CONTINUITA’ A UNA PROTESTA SONO UN ATTORE E SONO UN LAVORATORE …
PER DARE UNA FORMA E UNA CONTINUITA’ A UNA PROTESTA SONO UN ATTORE E SONO UN LAVORATORE E… NON FERMO LA MIA VOCE Come al solito la protesta e l’indignazione si è quasi spenta. La questione “indennità di disoccupazione” negata agli artisti è solo una delle conseguenze di un “difetto di riconoscimento” di una categoria di lavoratori. La lotta e la sensibilizzazione della gente e delle istituzioni deve essere continua e quotidiana e non deve svegliarsi schizofrenicamente solo quando un emergenza si palesa. La questione è più complessa. Si parla di un’assenza di legislazione e regolamentazione sistematica del settore spettacolo. Io dico specialmente a livello fiscale e contributivo.
LA CASA DEL SORRISO
La Edizioni Smasher, gruppo di lavoro strettamente legato all’Associazione Smasher si occupa di editoria no profit con lo scopo di utilizzare i ricavati per reinvestirli in azioni di utilità sociale, a favore della collettività. La salute mentale è sempre stato uno dei settori di interesse e di intervento della Smasher, per tale ragione abbiamo deciso di organizzare e concretizzare il progetto “La Casa del Sorriso”. L’accoglienza dell’altro è un aspetto fondamentale nel rapporto interpersonale, soprattutto se la vita dell’altro è costellata da un disagio emotivo che spesso non trova sostegno e recupero in azioni che partono dal territorio in cui vive.
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Leonardo Selvaggi: Con Rosaria Di Donato…
Con Rosaria Di Donato
POESIA DAPPERTUTTO
I
La poesia di Rosaria Di Donato tutta improntata al senso di purezza sentimentale, in espressività ritmica, con naturalezza di impeti, si fa inno elevato di preghiera, di ispirazione a vedere un avvenire di giustizia e di pace in un mondo in evoluzione, coinvolto in guerre di potere, con costumi dominati da egoismi, da contrapposizioni sociali. Una poesia che vuole spazi liberi, con tutti i pensieri e le immagini che fermentano dentro, senza abbellimenti, con sostanze genuine. Spontaneità intuitiva che non conosce artifici, arriva erompente come getto d’acqua cristallina dall’alto delle rocce per entro la salubrità dell’aria. Tenuità di forma e nel contempo densità e pienezza di contenuti: abile fattura delle parole che passano con il lavorio della lima, squadrate e collocate come epitaffi con significazioni risonanti che prendono l’animo e tutta la persona. Con
(An Apple a Day) Giancarlo Locarno: Kucing di Sutardji Calzoum Bachri
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Kucing
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Ngiau ! kucing dalam darah dia menderas lewat dia mengalir ngilu ngiau
dia bergegas lewat dalam aortaku dalam rimba darahku dia besar dia
bukan harimau bukan singa bukan hiena bukan leopar dia macam kucing
bukan kucing tapi kucing ngiau dia lapar dia merambah rimba afrikaku
dengan cakarnya dengan amuknya dia meraung dia mengerang jangan beri
daging dia tak mau daging Jesus jangan beri roti dia tak mau roti
ngiau kucing meronta dalam darahku meraung merambah barah darahku dia
lapar O alangkah lapar ngiau berapa juta hari dia tak makan berapa
ribu waktu dia tak kenyang berapa juta lapar lapar kucingku berapa
abad dia mencari mencakar menunggu tuhan menciptakan kucingku tanpa
mauku dan sekarang dia meraung mencari-Mu dia lapar jangan beri daging
jangan beri nasi tuhan menciptanya tanpa setahuku dan kini dia minta
tuhan sejemput saja untuk tenang sehari untuk kenyang sewaktu untuk
tenang di bumi ngiau ! dia meraung dia mengerang hei berapa tuhan yang
kalian punya beri aku satu sekadar pemuas kucingku hari ini ngiau huss
puss diamlah aku pasang perangkap di di afrika aku pasang perangkap di
amazon aku pasang perangkap diriau aku pasang perangkap di kota-kota
siapa tahu nanti ada satu tuhan yang kena lumayan kita bisa berbagi
sekerat untuk kau sekerat untuk aku ngiau huss puss diamlah.
.
.
Gatto
La Versione di Giuseppe su La poesia e lo spirito (Giovanni Nuscis)
In tempi di oblio, di disconoscimento e di distrazione (come del resto in qualunque tempo), ricordare, bene, è un atto di responsabilità e di amore; tanto più le cose buone, che si danno sempre per scontate,
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Domenica Luise – Poeti per don Tonino Bello: Fernanda Ferraresso
*
Cara Fernanda, se permetti voglio commentare la tua poesia come se stavolta fossi io a scrivere una lettera a te. Ti dirò cosa mi riecheggia dentro alla lettura, con semplicità e un po’ di coraggio: se sbaglio l’interpretazione mi scuserai fraternamente.
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Scritte sugli angoli: Gianluca Polastri – Il volo di Ganimedia
Chiudi gli occhi e seguimi, ti porterò
dove il vento spettina i deserti e
dove le balene si vestono d’aurora.
cliccare sul titolo qui di seguito:
Gianluca Polastri – IL VOLO DI GANIMEDIA
da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
Augusto Benemeglio: Al di là del cancro
Augusto Benemeglio, Al di là del cancro, 2010.
Associazione Culturale “L’uomo e il mare”- Gallipoli (Lecce).
Copertina Mimmo Anteri, geometrie esistenziali – 03, acrilico su tavola, cm 90×90.
Creato da Valeria Vezzil
Scritto e vissuto da Augusto Benemeglio
Presentato dal Gruppo Recital 2010
Sarà presente l’ANT- Associazione nazionale tumori- delegazione di Ostia
ROMA – giovedì 29 settembre · 18.00 – 19.00
Biblioteca – Centro di Formazione giovanile Madonna di Loreto – Casa della Pace
Via Macchia Saponara, 106
***
Il dolore derivante dalla malattia diventa comunemente un monito insormontabile, nulla vi può essere accostato, pena il decadimento all’autorizzazione a parlarne. Eppure è proprio questo che andrebbe sovvertito, sempre rimanendo nel rispetto, con attenzione e presenza. Sovvertire l’idea del dolore come – unicamente strazio -. Augusto Benemeglio nel suo libro è riuscito a fornire una via d’uscita “laterale”, ricca di
(An Apple a Day) Paola Puzzo Sagrado: Finché avrò cuore
mentre le rondini ancora gridavano
lacerando in rapido volo
l’angusto cielo della mia finestra.
Malos Mannaja, Stefano Giorgio Ricci: Mondi Impossibili? (2)
- Bene, bene, bene…vedo che la bella paziente di Monte Calvo gode di ottima salute…
Nilde arruffò gli occhi, strabuzzando le ciglia per mettere a fuoco le sembianze del gigante controsole.
- B-buongiorno… dottore…veramente, veramente io n-non sono di Montecarlo… magari! Non me lo posso permettere, ho v-visto il circo, però,
Malos Mannaja, Stefano Giorgio Ricci: Mondi Impossibili? (1)
Mondi Impossibili? (1)
In cielo, il sole non s’era ancora messo le pantofole, per ciabattare oltre l’orizzonte, e il mondo continuava ad inumare l’ossimoro del suo profilo sporco sotto un impermeabile di buio.
La notte puzzava d’alcool, puttana ritrovata in fin di vita lungo il ciglio d’un canale una manciata d’ore prima, appena trasferita in Terapia Intensiva. China sulla barella vuota, Nilde l’accarezzava coi suoi guanti in lattice, spargendo fiotti d’amuchina sopra i rivoli di oscurità rimasti
Nina Maroccolo: Deus ti salvet Maria
Ai ragazzi di Neobar,
agli amici di sempre,
a chi mi è stato vicino e continua ad esserlo.
Agli amici nuovi,
a tutte le persone alle quali devo una risposta.
A MASSIMILIANO CHIAMENTI*
IO SONO UN ATTORE E SONO UN LAVORATORE
sono molto incazzato… Da due anni lotto per strada in tutta Italia e in Europa con il mio Barbonaggio Teatrale, perché sia riconosciuto in Italia lo status di lavoratori agli artisti… Di questi giorni la decisione dell’INPS di escludere la categoria degli artisti dal diritto al sussidio di disoccupazione.Con circolare 105 del 5/08/2011 l’INPS, a seguito della sentenza del 20 maggio 2010 della Suprema Corte di Cassazione n.
Paolo Ruffilli, quattro poesie inedite

Ringraziamo Paolo Ruffilli per aver donato questi inediti in esclusiva per i lettori di Neobar. Nei prossimi giorni pubblicheremo un suo breve ma interessante saggio di poetica.
Venezia
È la luce che
puntuta e leggera
cuce la bocca
e scuce gli occhi,
(An Apple a Day) Malos Mannaja: quand’anche ancora fosse
quand’anche ancora fosse
sottotitolo esplicativo: tra l’udire e il fare, c’è di mezzo il mare
(con dedica a nina maroccolo e a luca di bérghem)
appoggio il padiglione auricolare
al tronco incartapecorito
e ascolto la corteccia ruvida
La Versione di Giuseppe – nota critica di Loredana Savelli
Scrivo alcune righe per gratitudine di lettrice nei confronti di questi ventuno splendidi poeti che hanno omaggiato la figura di don Tonino Bello e anche in qualità di “persona informata dei fatti” perché tra il 1982 e il 1993 abitavo a Molfetta, città di cui don Tonino fu vescovo, fino all’anno della sua morte (appunto il 1993). Davanti alla ricchezza sgorgata dalle sue parole in quel leccese così gradevole, persuasivo e deciso, don Tonino
Stefano Giorgio Ricci: Concetto spaziale, N.Y. 11.09
Concetto spaziale, N.Y. 11.09
Il diafano lapislazzulo violato, d’arancio
e grigio, dal dardo d’anime corrotte.
L’eternità di un minuto negli occhi,
di fumo e lacrime,
nelle gole nere e sterili di
paura.
(An Apple a Day) Marzia Spinelli: Per Nina
Tra i fiori mandi gli occhi neri
e la bocca rossa di bambina,
in alto voli tra Dio e il mare
e non dimentichi mai
quale terra ha visto la tua aurora.
Se il buio a volte ti si accosta,
il sole non scompare. Siede la luna
nella tua voce, sirena che non vuole incanti
ma scopre il vero.
Fidati di quella voce,
ha un’ala bionda preraffaellita,
una luce giusta di tempesta.
DON TONINO BELLO E I SUOI POETI- di Marzia Alunni (Carte Sensibili)
L’iniziativa di aderire con la poesia ad un’opera di fede e memoria ad un tempo, come “La Versione di Giuseppe. “Poeti per don Tonino Bello” (Edizioni ACCADEMIA di TERRA d’OTRANTO – Collana NEOBAR), coglie un’esigenza di condivisione della fede oggi assai necessaria. Per non vivere la privazione di Dio e l’abbandono del prossimo è importante riscoprire il verbo, la parola che ci accoglie nell’essere e di cui noi siamo parte come figli
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(An Apple a Day…) Vincenzo Errico: come un leccio che non fa bosco
A Nina
Solo, in mezzo al campo,
come un leccio che non fa bosco,
resiste un canto lento appena.
Ombra girandola, varia
il fruscio delle sue parole
nel pomeriggio giallo di silenzio e nero di gazze
e la sera parla alla luna,
stilita seduto sull’indaco sogno delle pietre,
degli anfratti, dell’anima.
Di notte poi, va via danzando
insieme a goffe sagome di parole.
E’ tempo però che dimori nella casa,
tra mura che esalano desideri,
bisbigliati codici perduti negli anni.
E gli daremo terra perché possa passare
e vento che gridi l’amore
poi fuoco a bruciare i virus del cuore.
E ancora luna, intera che sia o rossa a metà,
e lampi,
tuono eversivo per il pensiero creduto finito.
Berrebbe il delirio, ma vuole le mani, le vostre,
distese all’abbraccio che scioglie i sensi contratti,
tra occhi lucenti e piedi pronti a ballare.
Che voli e che salti e stampigli negli occhi
l’amore che non chiede,
che s’insinui il suono nelle visioni della formica
che sogna la spiga.
Il verso è volato.
S’è stupito il faro della luna
e parole-grondaie colano
nella vasca di rame piena di foglie:
labbra scure di profumi colme a morire.












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