Dell’amore sublime io canto.
Null’altro io so, niente vi chiedo.
cliccare sul titolo qui di seguito:
da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
agorà senza l'assillo delle correnti
Dell’amore sublime io canto.
Null’altro io so, niente vi chiedo.
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da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
Gandolgo Cascio è il quinto di nove poeti che costituiscono l’antologia “Scritte sugli angoli” e la sua è una poesia popolata da figure, miti, corpi o, come lui stesso dice, da quella “benedetta compagnia” fatta di burattini, zolfatari e angioletti.
“Che m’importa della superba metafisica!”, dichiara nei primi versi Gandolfo.
Il corpo dell’amato, infatti, è l’oggetto che primeggia in queste poesie: un corpo da amare e da difendere. “Cos’è questa mano sul fianco stretta a strappare la carne bianca. Dammi baci, i cento baci romani di Catullo. Dammi un bacio e togli le mani.”
In realtà, anche se non “superbo”, un pò di vento metafisico aleggia. “Canto io il vento occidentale e la sua stella, canto la fiamma, il chiuso lago e la sua ancella d’acque. Io continuo il canto alla terra, io canterò il suo ventre.”
E poi, tra gli altri, Narciso, in un’interpretazione moderna e ironica. “Alla polizia non m’hanno voluto credere, «nessun indizio, nessuna traccia sul terriccio» dicono i reperti della scientifica. Sul giornale parlarono di crisi adolescenziale: un amore non corrisposto; ma non è vero: io l’amavo, e l’amo ancora. È finito il suo nome santo sui manuali
di psichiatria, tra i folli amanti del sé.”
Forte e sintetica, la sua passione è dichiarata in questi versi come su un manifesto pubblicato in piazza, a scanso di ogni equivoco.”Dell’amore sublime io canto. Null’altro io so, niente vi chiedo.”
Grazie.
Vincenzo
Anch’io ho sentito in qualche modo la voce di Penna, modulata diversamente, più colta e più selvatica, canta un corpo che partecipa della stessa natura dei fiori e degli animali, mi appare come una poesia nello stesso tempo raffinata e selvaggia..
poesie bellissime queste di Gandolfo Cascio: andrebbero certamente raccolte in volume (magari incorporando altri testi?).