Dell’amore sublime io canto.
Null’altro io so, niente vi chiedo.
cliccare sul titolo qui di seguito:
da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
agorà senza l'assillo delle correnti
Dell’amore sublime io canto.
Null’altro io so, niente vi chiedo.
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da Scritte sugli angoli – un’antologia di poesie di autori gay a cura di Vincenzo Errico
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Il DOP, dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, riporta questa definizione di ‘parresia’: grecismo per «franchezza».
Nelle lezioni che tenne all’Università di Berkeley nel 1983, poi raccolte nel volume Discorso e verità nella Grecia antica, Michel Foucault si soffermò sul concetto di parresia. Euripide la menziona per primo; Foucault individua in Socrate un esempio illuminante nonché coraggioso di parresiasta. Nel capitolo E ve ne rendiamo testimonianza, apparso nel 1992 nel volume Scrivo a voi… , don Tonino Bello ricorda che la parresia è “il parlar chiaro, senza paura, senza tentennare di fronte alle minacce del potere, quando bisogna rendere testimonianza alla verità”. Il brano che riporto di seguito è una lettura viva (per dirla con le parole di Tonino Bello, “contemplattiva”) dell’affermazione conclusiva degli Atti degli Apostoli: “Paolo […] accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnavano le cose riguardanti il signore Gesù con tutta franchezza e senza impedimento”: