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8 – La cosiddetta beat generation…
Già urge e bussa, strepita e s’impenna, viaggia e sballa, from coast to coast, la cosiddetta beat generation, i suoi scrittori liberi e libertari, coi loro libri-film ad alto tasso di visività e dinamica, urgente, autobiografica romanzerìa… Una generazione davvero On the road (1957), come l’indomato, anarchico capolavoro di Jack Kerouac: “L’autobus giunse a Hollywood. Nell’aria grigia, sporca, come quella in cui Joel McCrea incontra Veronica Lake in una trattoria, nel film I viaggi di Sullivan, lei mi dormì in grembo. Guardai avidamente dal finestrino: case di stucco e palme e cinema all’aperto, tutte queste cose pazzesche, la rozza terra promessa, il fantastico estremo limite dell’America. Scendemmo dall’autobus in Main Street, che non era diversa dai posti nei quali si scende dall’autobus a Kansas City o a Chicago o a Boston: mattoni rossi, sudiciume, macchiette che ti scivolano accanto, filobus che stridono nell’alba senza speranza, l’equivoco odore di una grande città.”












![rebel[3]](http://neobar.files.wordpress.com/2011/06/rebel3.jpg?w=370)