7 – Hollywood va alla guerra
Ciò, mentre in qualche modo la nuova poetica del cosiddetto neorealismo (di Rossellini e De Sica, Visconti e Da Santis, Germi…) finì per gettare semi anche altrove, in tutt’Europa e perfino oltreoceano: vanno infatti ricordati l’importante film d’esordio di Elia Kazan, o le prime pellicole di Jules Dassin. Citiamo almeno, per il primo, Un albero cresce a Brooklyn (1945), e per il secondo opere come Forza bruta (1947), “disperato apologo sull’impossibilità della liberazione per l’uomo” (Mereghetti), e La città nuda (1948), semidocumentario girato nei quartieri poveri di New York. “Questo nuovo regista si era già fatto notare con Brute Force,” – concorda Sadoul – “un film che era stato influenzato dalla scuola europea e che paragonava il fascismo al regime di certe prigioni”…












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