“dovrei fare di ogni pagina un balcone
sospendere a mezz’aria
questa brutale precarietà che a tratti
sembra fermarsi poi
lo strepito continua”
tre poesie da
Annamaria Ferramosca Canti della prossimità
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LO SPECCHIO
Più che un auto-ritrarsi, un cammino
Ecco, parto da qui, da questo autoritratto di getto, richiestomi nel 2007 per il blog Erodiade. Perché in questi nuclei di riflessione ancora mi riconosco. E mi soffermo appena dopo a dilatarli per questo Quaderno del Poiein, con qualche pensiero in più nel frattempo maturato.
Autoritratto? Mille, o nessuno.
Più che dirvi chi sono, o come mi vedo -davvero non lo so ancora e mi piace scoprirlo ancora, ogni giorno- preferisco darvi qualche mia sensazione di ieri di oggi, brani di versi-desideri, luci che mi appaiono appagano con il loro sapore di vero. Il fatto è che vivo per intervalli (insaniae, forse), in continua azione-reazione, come una cellula che attende ogni giorno l’attimo osmotico con l’altro, l’in-out felice, l’incontro-












