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6 – Il “Codice della Moralità” di William Hays
“Ritengo che giustamente si possa sostenere che l’originalità del cinema del dopoguerra in rapporto a quello del 1939” – arringa André Bazin in un bel saggio su “L’evoluzione del linguaggio cinematografico” – “sta nel promovimento di certe produzioni nazionali e in particolare nel sorgere sfolgorante del cinema italiano e nell’apparizione di un cinema britannico originale e svincolato dalle influenze hollywoodiane, e che si possa concludere da ciò che il fenomeno veramente importante degli anni 1940-50 è l’introduzione nel cinema di un sangue nuovo, di una materia ancora inesplorata; in breve, che la vera rivoluzione è avvenuta molto più al livello dei soggetti che a quello dello stile, di ciò che il cinema ha da dire al mondo piuttosto che della maniera di dirlo. Non è forse il ‘neorealismo’ un umanesimo prima di essere uno stile di regia? E questo stesso stile non è definito essenzialmente dal suo cancellarsi di fronte alla realtà?”












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