La solitudine è sotto, in agguato, non dispensa cicatrici ai tagli e nulla sa sul potere delle carezze.
Scivolano come ombre screpolate alle pareti.
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agorà senza l'assillo delle correnti
La solitudine è sotto, in agguato, non dispensa cicatrici ai tagli e nulla sa sul potere delle carezze.
Scivolano come ombre screpolate alle pareti.
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Plinio Perilli
HOLLYWOOD ODIOSAMATA – Appunti per una piccola storia della Mecca del Cinema
1 – L’inseguimento degli indiani alla diligenza
Curioso pensare che l’americanissimo John Ford, abbia in fondo ripreso per Ombre Rosse (Stagecoach, 1939, con un indimenticabile John Wayne, e fior d’attori e caratteristi) lo spunto d’un famoso racconto di Maupassant, “Boule de Suif” – che qui sarebbe poi la prostituta disprezzata dai compagni di viaggio, e che li salverà poi tutti col suo sacrificio… E comunque, altro che western come genere facile!…
“Romanzo, senza dubbio, con tutti i suoi caratteri di ricerca psicologica e letteraria, può dirsi Ombre rosse, il nuovo film di John Ford.” – l’incorona Ennio Flaiano in una recensione del dicembre ’40 – “Eccoci davanti ad un film in cui l’ombra di de Maupassant si sposa a quella di un
![180px-Apollo_raven_AM_Delphi_8140[1]](http://neobar.files.wordpress.com/2011/03/180px-apollo_raven_am_delphi_81401.jpg?w=370)
Programme
Session 1: 9.00/9.45, College Building, room C127
Translating the World’s Voices
Ylenia Gostoli, freelance translator and former Middlesex student
Thanks to recent advances in information technology, ordinary citizens have been improvising themselves reporters, mobilizing crowds and sharing thoughts and opinions through blogs and social media, making information no longer the realm of a few professionals. Global Voices is an online community of bloggers from all over the world, who “digest” and translate the online conversation, focusing on issues and places
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Faust baratta trucioli di carne per qualche passo d’avvicinamento. I cani avanzano di tre passi, ne accennano un quarto. Si fermano. Mangiano.
D’amore incredulo sembrarono ricolmi.
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E’ come se a Pasolini avessero tolto La ricotta, a Fellini 8 ½ e a Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi, e nessuno fiatasse. Perché il cinema di Ciprì e Maresco trova pochissimi rimandi nel cinema italiano contemporaneo, vive fin dall’inizio di passato, nasce in bianco e nero e ci appare “muto”. La notizia del prolungato silenzio della Filmauro di Aurelio De Laurentiis di fronte alla richiesta di un distributore francese, lascia sgomenti. Non solo perché ogni film ha diritto di vivere ma anche perché Lo zio di Brooklyn è un pezzo di storia del nostro cinema, la storia di due don chisciotte che nella prima metà degli anni novanta, mentre a Palermo la Mafia continua a farsi guerra, girano un film visionario in cui reinventano la stessa città in un dopostoria svuotato di insegne e di “segni”. Per me che mi occupo da anni del loro cinema e che ho vissuto il successo di Ciprì e Maresco a Londra, grazie a una retrospettiva in cui ogni spettacolo era gremito, con la critica entusiasta dei due Maestri, è un duro colpo. Riporto la lettera del comitato per salvare il film, invitandovi a firmare e diffondere la petizione.
Abele
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Raccolta firme per “Lo Zio di Brooklyn” di Ciprì e Maresco – Leggi la petizione e aderisci indicando il tuo nome e cognome
Signor Aurelio De Laurentiis,
nel 1995 la Filmauro, società da Lei diretta, si occupò della distribuzione del primo lungometraggio di Daniele Ciprì e Franco Maresco, Lo Zio di Brooklyn, acquistandone in seguito la proprietà da Galliano Juso. Il film non lasciò certo indifferenti: fece discutere e divise la critica e il pubblico italiano, come avvenne tre anni dopo con la seconda opera dei due autori palermitani, Totò che visse due volte. La Sua società si occupò anche della distribuzione home-video del film, dimenticando però di mettere i sottotitoli (com’era avvenuto per le sale) e impedendo così di fatto la possibilità di una fruizione estesa dell’opera. A sedici anni di distanza dall’uscita de Lo Zio di Brooklyn non è oggi possibile reperire il film per l’acquisto o il noleggio, né si ha notizia di progetti di restauro della pellicola, qualora necessario. Siamo a conoscenza del concreto e coraggioso interesse di un distributore francese per ridare vita al film anche fuori dai nostri confini: ma di fatto, dopo un anno, l’accordo non si è ancora concluso a causa dell’inspiegabile e prolungato silenzio della Filmauro. Questa situazione non è più accettabile e dunque le chiediamo pubblicamente di liberare il film dall’oblio forzato in cui è stato relegato, offrendo la possibilità di vederlo (o rivederlo) a
La bambina cieca e la rosa sonora
LietoColle Faloppio (2010) – Collana Il Graal
Libro CD DVD
testo per musica di
Anna Maria Farabbi
musiche
Vincenzo Mastropirro
interventi visivi
Massimo Achilli
disegni di
Paolo Sciancalepore
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“Lo stupore infantile di chi si sporge nell’anello del pozzo. Del pozzo cosmico. E chiede come un atto istintivo, allarmato, tenerissimo: dove da dove perché”
Anna Maria Farabbi
Post precedente dedicato all’opera:
http://neobar.wordpress.com/2010/12/08/anna-maria-farabbi-la-bambina-cieca-e-la-rosa-sonora/
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Satoshi Kitamura nasce a Tokio nel 1956 e si trasferisce a Londra nel 1979. Comincia a lavorare come illustratore per libri per ragazzi senza aver seguito prima nessun corso o frequentato scuole d’arte. Fa parte di quella generazione che da piccoli vissero l’esperienza del “Kamishibai”. Un po’ come i nostri cantastorie, l’uomo del Kamishibai arrivava in bicicletta con una scatola sulle spalle e vendeva caramelle come biglietto per lo spettacolo. Dalla scatola tirava fuori dei disegni per delle storie accattivanti capaci di far tornare i bambini a vedere lo spettacolo. Tra le storie di Kitamura: Angry Arthur (1983), In the Attic (1984), Sheep in Wolves’ Clothing (1995), Me and My Cat (1999) e Young Inferno (2008).
Angry Arthur (1983) di Hiawyn Oram e Satoshi Kitamura. Segna il debutto di Kitamura come illustratore. E’ la storia di un bambino che reagisce al comando dei genitori di spegnere la televisione con una rabbia capace di far tremare la casa fino a ridurla in rovine. Rabbia che non si placa e arriva a scatenare un uragano che distrugge il vicinato, seguito da un’onda gigantesca che sommerge l’intera città. Molto studiati i
Lustrante d’acqua, Rosaria Di Donato, Genesi Editrice, TO, 2008, pagg. 66
Rosaria Di Donato scrive poesie da molti anni. Ha già pubblicato diverse opere poetiche ed è anche una attiva collaboratrice di diverse testate letterarie. Una donna dinamica, attiva a contatto continuo coi giovani per via della scuola dove insegna ma anche col mondo maturo per via
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Toru Takemitsu (1930-1996)
Molto attivo anche come compositore per film, Toru Takemitsu fu scoperto da Igor Stravinsky, che durante una visita in Giappone (1957) rimase colpito dal suo Requiem per archi. Tra le composizioni più celebri, November Steps, in cui per la prima volta vennero utilizzati strumenti della tradizione giapponese come il biwa (liuto a quattro corde) e lo shakuhachi (flauto di legno) insieme a strumenti della tradizione occidentale.
FEBBRE LESSICALE
di VILLA DOMINICA BALBINOT
DEDICATO AL PADRE
2010
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SI STINGE
Si stinge, dunque,
l’ideogramma
di un calvario calmo,
teatro delle spoglie
- e dei muti / miti esercizi
in assenza di dolore-
Mentre il re è nel suo recinto,/ il mio nardo spande il suo profumo./ Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra,/ riposa sul mio petto./Il mio diletto è per me un grappolo di cipro/ nelle vigne di Engàddi./ Come sei bella, amica mia, come sei bella!/ I tuoi occhi sono colombe./ Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!/ Anche il nostro letto è verdeggiante./ Le travi della nostra casa sono i cedri,/ nostro soffitto sono i cipressi. – Cantico dei Cantici, Capitolo 1- Primo poema-Duetto.
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“Ma se oggi qui da noi le botteghe artigiane sono pressoché sparite non è solo perché non si genera più e neppure perché non si ripara più nulla. È perché non c’è più tempo per la carezza. Vedi Giuseppe, da quando sono entrato nella tua bottega, quante carezze non hai fatto su quel legno denudato dalla pialla! Tutte le volte che l’hai strisciato con il ferro, subito vi sei passato sopra con la mano, leggera come per compensare con un gesto di tenerezza il trauma della violenza. E anche ora, mentre ti parlo, passi e ripassi con le dita sugli spigoli smussati dallo scalpello. Quante carezze: con le palme della mano, con i pennelli, con le spatole, con gli occhi. Sì, anche con gli occhi, perché, ora che hai finito una culla, sei tu che non ti stanchi di cullarla con lo sguardo. Oggi purtroppo da noi, non si carezza più, si consuma solo, anzi si
“Ecco questo è il bello: fingere di vedere quando invece sappiamo ormai che la luce è andata via per sempre.”
Ciprì e Maresco
CINICO TV
di Daniele Ciprì e Franco Maresco
1989-1992, VOLUME PRIMO
Edizioni Cineteca di Bologna
Il Cinema Ritrovato
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CINICO TV
Il ritorno della serie più estrema e corrosiva, cupa ed esilarante, disfatta e disfattista, oltraggiosa e rigorosa della televisione italiana: il ritorno dell’indimenticata Cinico Tv. Le Edizioni Cineteca di Bologna ripropongono l’intera produzione cinica di Daniele Ciprì e Franco Maresco in due ‘volumi’: il primo dvd, in uscita il 31 marzo 2011, conterrà i filmati realizzati dal 1989
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Domenica sera (20 febbraio 2011, ndr) alla Semperoper ho potuto assistere al concerto straordinario di Christian Thielemann con la Staatskapelle Dresden in occasione del 200esimo anniversario della nascita di Franz Liszt.
In programma, la Faust Overture di Wagner e la Faust Symphonie di Liszt.
Prima del concerto, questo programma mi pareva insolito. Tradizionalmente, la Faust Symphonie è eseguita insieme all’altro poema sinfonico