Archivio per giugno, 2010

giugno 29, 2010

Anila Resuli: Petali vorticanti

 

Utamaro

sostieni la mia pelle sulla tua bocca e fanne
un ramo come un osso d’albero che si lacera
e si trattiene; volgi qui un po’ del tuo occhio
sorpreso del mio odore. sapessi quanto aspettare
richiede l’amore; sapessi come io, lunga, dal mio ventre
al tuo ginocchio mi sorprendo altra. piccola ma greve,
la fiamma s’incastra alla tua bocca e al tuo dente,
forte, diviene ancora.

giugno 28, 2010

Italian Film Directors in the New Millennium

William Hope (ed), Italian Film Directors in the New Millennium, Cambridge Scholars Publishing

Essays by Lanfranco Aceti, Eleanor Andrews, Luciana D’Arcangeli, Emanuele D’Onofrio, Marco Grosoli, William Hope, Russ Hunter, Abele Longo, Alex Marlow-Mann, Geoffrey Nowell-Smith, Erminia Passannanti, Pauline Small.  

While seeking to characterise the oeuvre of individual fin-de-siècle new millennium Italian directors, this volume also bears witness to the economic, political and even social constraints against which they struggle to create serious cinema in an increasingly hard-nosed, over-commercialised world. This collection of essays will prove invaluable in any serious attempt to understand the deep-rooted connections between cinema and society in contemporary Italy –Prof. Doug Thompson, University of Hull

Many of the films featured in this volume stand resolutely on the margins and rightly so, since in the absence of an agreed centrality, the margins are more worthy to be focused on than the centre. In this work focused on the margins, the role of individual authors is of paramount importance. We are not talking here of auteur cinema in the traditional sense but of distinct and distinctly authorial voices crying from the

giugno 26, 2010

Pasquale Vitagliano: Quartine del dissenso

 

Avevo idee che mi portavo
in tasca come pietre,
sotto la pressa dei brogli
tufo ne è rimasto in mano.

E’ una carcassa di ferro
la mia ultima speranza,
preda dell’abbandono.
E’ un abaco spezzato.

Nel quadro dell’invisibile,
cerco nuove bocche
e gli occhi caduti in terra,
e un destino più leggero.

Si sono spente le luci
in questo mercato dove
non vendono più le parole che
periscono come latte scaduto.

La caduta non è casuale,
se ha la forma di una croce;
invece noi rotoliamo ciechi
come una sfera senza adesione.

Fosse un’arancia, ci consolerebbe

giugno 24, 2010

Simonetta Bumbi: iostoconletartarughe

 

 

 

ho sempre avuto paura del buio.
il suo silenzio è penetrante, tanto da spaccarmi i timpani.
forse è per questo che c’è sempre un orologio a rintoccare le sue ore nelle stanze in cui dormo.
il silenzio non ha età, e il buio continua a mantenere i ricordi.
trattiene i ricordi perché non trovano la strada per uscire: è troppo buio.

 

 

sabato, 24 maggio 2008
the end – tende

è che poi capita.
la fine è sempre troppo lontana, eppure il troppo non mi si addice.
domani è domenica, e le mie tartarughe non ci sono più. la negoziante oggi mi ha chiesto, come. non ho saputo risponderle, ho pensato solo a quel, come, che quasi mi fissava.
so da tempo che tutto è pronto, anche il come.

giugno 22, 2010

La Società della Civetta: Goccioline (Droplets)


 Goccioline

Spettacolo d’acqua per la prima infanzia
con Guglielmo Papa & Sara Nanni
regia di Guglielmo Papa
 
 
 Ci sono paesi dove l’acqua è tanta e dà fastidio.
Ci sono paesi dove l’acqua non c’è…
ci sono solo sassi, sabbia, deserto.

E un lungo cammino…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Goccioline è uno spettacolo sull’acqua come bene primario da non sprecare, rispettare e amare.
L’azione, fatta di parole e suoni, si snoda lungo un viaggio tra il nostro mondo e l’Africa, alla ricerca di suggestioni e magie.
Un cammello assetato, l’attesa di una nuvola e la gioia per l’arrivo della pioggia saranno solo alcuni elementi intorno ai quali si articola lo spettacolo.
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giugno 20, 2010

Giancarlo Locarno: Le tramvai ivre

Mario Sironi

“Le aggraziate signore che consultano
i cestini della spazzatura e il dopomercato del martedì
al gratosoglio, cogliendone le ultimizie
 

cliccare sul titolo qui in basso per la versione in pdf: 

Giancarlo Locarno – LeTramvaiivre

  

Le tramvai ivre

Primitivi e giovani inverni
al verde clemente dei gradini della metropolitana
rovistano tra i giornali
gli stati sussistenti delle cose
e si perdono nelle nebbie ornamentali dell’alzaia
senza il giroscopio
che traccia la topografia di Milano
sulla tela del Number Five.

Le aggraziate signore che consultano
i cestini della spazzatura e il dopomercato del martedì
al gratosoglio, cogliendone le ultimizie

giugno 16, 2010

Fabio Tolledi: Gerusalemme (Roads and Desires)

Persae, Teatro Astragali

Gerusalemme. La città santa. O meglio, la città sacra. Perché questo luogo molteplice conserva qualcosa di assolutamente osceno. Qualcosa di assolutamente profano. Regno incontrastato del turismo religioso. Forma blasfema della contemporaneità. Quello che colpisce, in una prospettiva laica e umanissima è il carico di violenza che questo luogo assomma in sé.
La presenza militare dialoga con la presenza di Dio e delle tre religioni monoteiste che hanno in questo luogo il destino della compresenza, dell’intreccio. Trama che trama nell’oscurità della violenza. Non invento certo io il nesso tra violenza e sacro, tra violenza e dio.
L’ebreo Benjamin in un famoso saggio giovanile parla in Per una critica della violenza della triplice valenza del termine tedesco Gewalt, e di come il piano della violenza sia connesso con un fondamento mitico (Niobe, colpita nella sua superbia con l’uccisione dei suoi sette figli e delle sue sette figlie).

giugno 14, 2010

Fabio Tolledi: Parlo… (Roads and Desires)

Parlo.
Tutti i giorni parlo.
Le prove alla mattina di Persae che dovremo portare al Festival di Ramallah, venerdì prossimo, i tre laboratori dalle 2 alle 8 con le donne, gli studenti dell’Università di Nablus, con gli uomini e i ragazzi di questo paese, Sebastia.
E parlo.
Parlo del teatro.
E tutte queste persone ( più di cento) mi raccontano della loro vita, con le loro speranze, con la loro disperazione.
E io, muto, parlo.

giugno 11, 2010

Video-Appunti di viaggio di un Teatro in Palestina

 

giugno 10, 2010

Medee: Dieci domande a Teresa Ferri

 

Anselm Feuerbach

“Tutto quel tulle nella bocca”,
la madre urlò alla bambina
che succhiava zucchero filato
rubato a cirri vaganti nella stanza.
E, presa una corda di violino,
per salvarla
l’impiccò.

 

Teresa Ferri

 

Per leggere la silloge, cliccare qui in basso:

Teresa Ferri – Medee

 

 

“E’ inutile che cerchi vocali e consonanti da infilare in collana. Di perle. Di libri. Di errori. Tu non hai la facoltà di restituire il verde alle piante.” Una riflessione sulla scrittura, la consapevolezza della sua finitezza, dell’incapacità di contenere o “restituirci” la vita?

Sì, è inutile credere che la parola, la poesia possano sconfiggere il finito che incombe sull’uomo. Ho sempre vissuto la scrittura come un’arma bianca contro la morte, come tentativo di darle scacco, come terapia per una rinascita, ma ora, con il degrado che affligge tutta la società, comincio a nutrire ragionevoli dubbi e ne vivo profondamente l’inadeguatezza rispetto alle lacerazioni sempre più cruente del reale. Tuttavia continuo a credere in una funzione catartica dell’atto di scrittura, della poesia che, quando sono benevole e generose, possono rivelarsi anche terapeutiche.

giugno 9, 2010

Barocco per Peter Greenaway/Sull’archeologia del Post-moderno (Astràgali)

Peter Greenaway

da Sound Movie 

barocco per Peter Greenawaysull’archeologia del post-moderno - Astràgali per Teatri Abitati  (25-26 maggio)

Barocco per Peter Greenaway, le suggestioni create dai frammenti di immagini selezionate da Fabio Tolledi accompagnate dal violino barocco di Doriano Longo.

Sull’archeologia del Post-moderno
selezione di frammenti tratti da Tetsuo, Koyaanisqatsi, Blade Runner, a cura di Fabio Tolledi insieme alla musica e agli interventi sonori  di Teatro Astràgali.

audio sull’Archeologia del postmoderno:

http://www.astragali.org/audio

Teatro Astragali

giugno 8, 2010

Astràgali: Omaggio a Bruno Brancher

 

 

Astràgali
cuore di bruno

dall’omaggio al poeta recentemente scomparso Bruno Brancher (16 maggio 2010, Teatri Abitati per il Teatro Paisiello, Lecce)

Immagini, letture di alcuni testi di Brancher, curate da Fabio Tolledi (che con Brancher, Anna Maria Cenerini, Luisa Elia ha ideato Salento-Poesia) e con la partecipazione di amici e intellettuali che hanno conosciuto nel Salento lo “scrittore dei Navigli”.

Brancher, nato a Milano nel 1931, ha conosciuto nella sua vita l’esperienza della reclusione e del lavoro nella miniere del Belgio. Qui ha scoperto la scrittura confluita in opere quali L’ultimo picaro, l’uomo delle biciclette gialle(1991), Tre monete d’oro (1992) e Disamori vecchi e nuovi (1995). Brancher ha collaborato con numerosi quotidiani e mensili, tra cui ControInformazione, Alteralter, Linus e Cuore.

Bruno Brancher, L’uomo delle biciclette gialle

PROLOGO
ho dato un titolo ad uno scritto non ancora iniziato
ma non so che cosa uscirà da questa penna
forse sarà un racconto
forse sarà una ballata
ma ecco il titolo
l’uomo delle biciclette gialle

giugno 6, 2010

DEMISEC: CIBO

 

CIBO

Scivola come un’ombra, il cameriere, dalla stanza, accompagnato dallo stridere sommesso delle rotelle del suo carrello portavivande.
Ha mantenuto una fredda impersonale professionalità, nell’apparecchiare la tavola di fronte a me in kimono corto, seduto indifferente, che accarezzavo pigramente la nuca di te, accoccolata ai miei piedi, completamente nuda.
Lo hai guardato con intenzioni provocanti, a stanarlo, ma lui, seppure appena goffo, ad occhi bassi, ha approntato la tavola di quanto ordinato e ha stappato con disinvoltura la bottiglia di Brolio del 99.
Poi è uscito, si è sfilato dalla scena e dal cono di luce del faretto che illumina la tavola, come una dignitosa comparsa, lasciandoci soli a giocare.
Menù di carne.

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giugno 4, 2010

Jan Švankmajer: Cibo

 

“Mangiare assume una dimensione fortemente erotica, ma può anche diventare un atto cannibalistico attraverso cui tutta la misantropia accumulata viene espulsa. Si tratta in ogni caso di un’attività ludica, e in quanto tale va oltre l’esigenza di riempire lo stomaco.”

Jan Švankmajer

 Il “cannibalismo” di cui parla Švankmajer caratterizza Jídlo (Cibo), cortometraggio del 1992 realizzato vent’anni dopo la sua ideazione, in tempi quindi lontani dall’invasione del fast food a cui il film, nella prima parte, sembra fare riferimento. Jídlo consiste in una progressione (montaggio veloce, continuo alternarsi di primi piani) di appetiti che culminano appunto con il cannibalismo. Si divide in tre parti: colazione, pranzo e cena. Nella prima parte lo stesso menu di base (salsicce, pane e mostarda), oltre alle posate di plastica, passano da un “uomo/macchina erogatrice di cibo” all’altro. Nella seconda, in un ristorante con qualche pretesa, due uomini, costantemente ignorati dal

giugno 2, 2010

Francesca Pellegrino: CHERNOBYLOVE

“Simili alla Terra ci saranno altri pianeti femminili di cui non so ancora il respiro, ma con una certa fortuna sono capitato sul pianeta Francesca, ospite di giungle di basilico, che non fa trucchi con la sua arte: diretta, ironica, sarcastica, feroce; possiede muscolatura flessibile e tersa di chi pratica jūjutsu e, quando affrontata da due bravi carabinieri in palestra, li scaccia a colpi di piedi e mani. [...] La sua ispirata creatività poetica assalta la vita brutale – tra piante di basilico e la sua professione di geometra specializzata, a disegnare autostrade, viadotti e ponti. Questa sua precision geometrica la si trova nella sua poesia scarna e vivace di vita, abitata da drammi, povertà, sogni di donna che si trasformano in terrori psicologici. I segni geometrici della sua professione riflettono lo stile della sua scrittura, non una parola in più o di meno.” Alfredo De Palchi

 

Il fantastico mondo di Barbie

Come da manuale
arrivarono le statuine
sulla panna montata.
Lei che sembrava neve sulla neve
calce sulla calce da restarne ciechi
e lui, una polemica di raso blu
tutto incappellato.
Di fatto – dicono –
che la torta non fosse stata un granché
e che lui sia sceso a comprare le sigarette
nei giorni successivi.
Pare non sia neanche più tornato
a prendere l’accendino.
E dire che neanche fumava.

giugno 1, 2010

Sebastián Wilhelm: Estado de Israel & Palestina

 

Questo cortometraggio   del 2006, di Sebastián Wilhelm, prende spunto dall’esistenza di due strade adiacenti di Buenos Aires, chiamate rispettivamente “Stato di Israele” e “Palestina” per mettere in rilievo, con un certo umorismo nero, l’assurdità dell’occupazione israeliana. Visti i fatti di questi giorni, l’assalto della marina israeliana contro la «Freedom Flottilla» diretta a Gaza, si spera che anche questa questa volta l’ondata di proteste non finisca per essere solo di facciata; e soprattutto che le grandi potenze prendano finalmente posizione nei confronti di questo ulteriore atto criminale da parte del governo israeliano.

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