Archivio per marzo, 2010

marzo 30, 2010

Lysistrata, Amman 29 marzo

lenia gadaleta Dice:
marzo 30, 2010 alle 6:57 am

martedi 30 Lysistrata è passata ad Amman, nonostante i problemi tecnici ha portato il riso in una etereogenea platea un pò araba un pò italiana. Ascoltare il diverso riso e riconoscerlo, esperienza per certi versi inebriante. Un riso che a volte non trovava lo spazio per esplodere, questo mi fa riflettere che abbiamo ancora molto da lavorare sul lasciare respirare i corpi che vengona a noi e creare delle dilatazioni possibili senza rompere il ritmo.

Resta la sensazione piacevole di un cuore più aperto e disponibile agli altri e questo vale la pena di tutto

marzo 28, 2010

Lysistrata, 28 marzo

Astragali

roberta quarta Dice:
marzo 28, 2010 alle 6:15 am

Serata di festa. Mansaf preparato da Nader. Songs. try to find something that can join. Tonight reflections on censorship. We must keep on focusing on essential matters, on the awareness of any gesture and word. This is what we can do, a sharp vision, caressing all the threads. Vision cut in pieces, the difficulty to grasp is inevitable. Walking in the suk. All the lives and colours, skin, eyes. A huge universe. What can it convey and what we can convey? The oath, the translation of the oath. Reading Abele’s translation. Being capable of saying something simple. Caressing a woman, while the tongue is locked. I have started to see The garden of delights of Bosch for an action. Strange coincidence with the images of the blog.

ivano gorgoni Dice:
marzo 28, 2010 alle 5:31 am

Nell’autunno del 2004 ci recammo a Limassol.
Saremmo tornati a Cipro altre volte, in particolare a Nicosia.
Nell’estate precedente avevamo preparato “Antigone, anatomia della resistenza dell’amore” da Sofocle, da Maria

marzo 27, 2010

Lysistrata: Amman 27 marzo

“forse resta da pensare il riso come resto, appunto. cosa vuol dire ridere? che cosa vuol ridere?
si, si, è proprio questo che fa ridere. e non si ride mai da soli, dice bene Freud, non si ride mai senza condividere un pò la stessa rimozione”
Jacques Derrida, UlyssesGramophone

marzo 25, 2010

Lysistrata – Amman 25 marzo

 

 

iula marzulli :
marzo 25, 2010 alle 6:43 am |

tracce I

Il lavoro di una compagnia richiede molta cura, molta cura nel tenere occhio e cuore aperti
nel considerare le proprie debolezze, paure, solitudini alla luce di una possibilità di apertura, nell’essere disponibili, disponibili e pronti.
Il lavoro di una compagnia sta nel tempo della bellezza, un tempo che non ha le misure del tempo umano ma è altra misura, altro segno che slarga, sconfina
Lì dove la bellezza conserva, serba, la sacralità della vita stessa
se ancora vale qualcosa, se ancora siamo capaci di richiamarla a noi
qui dove tutto si disperde dentro il tempio del soldo (nella doppia accezione di soldo/ soldato), della convenzione, del pensiero marmorizzato, omogeneizzato

marzo 24, 2010

Omar Suleiman: Lysistrata, prima del viaggio…

omar suleiman Dice:
marzo 24, 2010 alle 4:26 pm |

APPUNTI DI VIAGGIO PRIMA DEL ………VIAGGIO

Sabato 5 dicembre 2009
Proveniente da Amman sono arrivato al ponte Alenby sul Giordano che dovrebbe essere la frontiera tra i territori dell’Autorità palestinese e la Giordania secondo gli accordi di Oslo, invece è sempre più controllato dall’esercito israeliano. Sembrava l’inferno sulla terra! Una folla indescrivibile di donne, bambini, anziani, qualche disperato turista straniero,che però ha dei percorsi diversi dai palestinesi, più comodi e meno stressanti. Ci sono molti pullman di pellegrini palestinesi che tornano dalla Mecca, cosa che aumenta la confusione con tutto il loro carico di valigie, pacchi regali, c’è qualcuno che porta delle stufe a gas, forse costano meno in Giordania. L’ultima volta che sono passato da qui c’erano meno sportelli e meno file inutili, ora dappertutto ci sono dei soldati che hanno massimo 18 anni, i loro superfucili mitragliatori sono più alti di loro. La cosa triste che spezza il cuore è che loro non si degnano neanche di gridare gli ordin in quel modo volgare e arrogante “asini, animali..mettetevi in fila due a due..”, ma lo fanno fare ad altri palestinesi che lavorano li come facchini e personale di pulizia.
In certi momenti quando si prolunga l’attesa sembra che il cielo cada sulla terra, donne che si lamentano, bambini che gridano, soldatesse arroganti che in un arabo storpiato strillano a squarciagola alle donne di far stare zitti i bambini. Grazie alla mia faccia che può dire tutto meno che sono un turista, mi sono messo in mezzo a questa folla. Volevo sentirmi come loro, volevo capire. Il sole era forte e la dila era ancora all’esterno in attesa di scaricare il bagaglio dagli autobus. Giravo intorno con gli occhi e attira la mia attenzione una macchina super lusso sulla quale è scritto “servizio Vip” che si ferma di fronte a noi. L’autista scende con i documenti del passeggero per mettere i timbri sul passaporto dell’illustre personaggio, i nostri sguardi si incrociano, ci conosciamo, lui gira la testa dall’altra parte e fa finta di non vedermi e non riconoscermi. Sembra che neanche tutta quella folla di disperati esista: era Nemer Hammad, ex rappresentante palestinese in Italia, oggi uno

marzo 23, 2010

Lysistrata – Amman 23 marzo

roberta quarta Dice:
marzo 23, 2010 alle 10:55 am |

DIARIO DI LAVORO DA AMMAN

Alla ricerca dell’animale.
New key words. Extra effort, tonight nothing appears. L’idea di una scrittura pubblica mi frena.
Quello che diceva Fabio rispetto alla questione femminile e alla comprensione profonda dell’autonomia da una produzione di pensiero maschile è cruciale.
A volte si dimentica l’orizzonte di Lysistrata, o meglio la sua azione.
Nient’altro, un’azione che vede chiaro nelle cose, che possa anche essere una cesura, un’inversione, l’impensabile.
Cosa facciamo qui con Lysistrata, con tutte le complicazioni che comporta, con questa ostinazione che a volte si schianta?
Che cosa è ridere? Che cosa può produrre una risata? Una esplosione di vita.

marzo 22, 2010

Pasquale Vitagliano: Poemi Gotici

Hieronimus Bosch

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I

Un agnello sgozzato
su una pozza
di sangue
e un rivolo
si allunga.
Io lo seguo
in groppa
a un asinello
di terracotta.

marzo 21, 2010

Vincenzo Errico: Fritti

 

Edizioni Neobar
E-book n. 1, marzo 2010

VINCENZO ERRICO

Inediti dalla raccolta
FRITTI
poesie in pastella
(1999-2001)

cliccare sul titolo qui in basso:

VINCENZO ERRICO – FRITTI

marzo 20, 2010

Fabio Tolledi: Sul teatro e altro

quando una compagnia di teatro parte…

è usuale per una compagnia di teatro caricare e partire. le compagnie si chiamano di giro, partire è il momento ordinario dell’avventura straordinaria del fare teatro.
ma questa volta è diverso, è sicuramente diverso.
in questi anni abbiamo conosciuto luoghi che ci hanno profondamente cambiato, che hanno aperto il nostro orizzonte e hanno cambiato il baricentro del nostro mondo.
negli anni ‘80, quando ho iniziato a fare teatro, che ho iniziato a studiare teatro in quella che fu la nostra università, il terzo teatro, l’antropologia teatrale che qui aveva un punto di riferimento ci insegnava che questo Salento era un luogo delle perdute origini del fare teatro, luogo da cui passare, che non si poteva incrociare di passaggio, luogo verso cui un poco andare per trovare quelle tracce tra oriente e occidente, periferia infinita o botola della storia (per dirla ancora una volta con Bodini), la nostra signora dei turchi era una madonna del migrante (Bene) o il corpus domini celato dal drappo viola (Barba). Ecco, il teatro della fine del secolo scorso era la memoria ferita e tradita del migrante che in sé, nel proprio corpo segna la ferita dell’abbandono della propria terra, non il segno della resistenza.

marzo 20, 2010

Lysistrata online

Lysistrata online:

in Italiano

in English

 

Lisistrata - Roberto Matarazzo

Il giuramento

LISISTRATA:
Perché, Lampetta, non si giura súbito,
per non poterci piú tirare indietro?
LAMPETTA:
Diccelo, er giuramento, e noi giuramo!
LISISTRATA:
Ben detto! – Ov’è Scitina? – Dove guardi?
Metti avanti lo scudo rovesciato.
Chi mi porge i budelli della vittima?
LAMPETTA:
Lisistrata, su che ce fai giurà?
LISISTRATA:
Su che? Sopra lo scudo, appena dopo
il sacrifizio, come avviene in Eschilo,
a quel che sento dire.
VINCIBELLA:
Su lo scudo,
per procacciar la pace? Ah, no, Lisistrata!
LISISTRATA:
Che giuramento si può fare, allora?
VINCIBELLA:
Non si potrebbe squartare un cavallo
bianco?

marzo 19, 2010

Eallaigamma: Allunghi

Colette Calascione

 
Sul tapis roulant della notte a giorno
il fiato corto del mondo è messo alla prova.
Non per nulla disegna il battito di luna sul calendario
e l’ordine cronologico di ogni possibile evento
perché vatti a fidare del punto nevralgico

già sulle prime

l’uomo entra in scena con un grido
e nei sudori freddi al buio
più tardi, con la bocca piena di capelli

marzo 17, 2010

Lysistrata (roads and desires)

Performances

29 March 2010, 21:00
Lysistrata (roads and desires)

primo studio sull’oscenità del potere

Amman – Giordania
Al-Hussein Cultural Centre

Astràgali Teatro presenterà al XVI Amman International Theatre Festival il suo ultimo spettacolo, Lysistrata – primo studio sull’oscenità del potere per la regia di Fabio Tolledi, con attori provenienti da Italia, Giordania, Cipro, Francia.
Lo spettacolo rientra nel progetto Roads and desires – theatre overpasses frontiers, progetto internazionale di Astràgali Teatro sostenuto dal Programma Cultura 2007-2013 dell’Unione Europea.

Lysistrata, primo studio sull’oscenità del potere riannoda l’urgenza di utilizzare il registro comico per dire dell’inutilità della guerra e, di contro, per affermare l’importanza del desiderio come diritto naturale. Lysistrata rovescia, con una risata, la guerra mossa dagli uomini che è l’ultima frontiera da varcare e superare.
Per Lysistrata, percorso iniziale che intende indagare la congiunzione tra potere, oscenità e riso, Fabio Tolledi sceglie di misurarsi con la commedia, attraverso una completa riscrittura del testo di Aristofane, operata insieme a Benedetta Zaccarello, giovane filosofa e ricercatrice del CNRF di Parigi.
L’ateniese Lysistrata è, letteralmente,colei che scioglie gli eserciti; colei che convince tutte le donne ad occupare l’Acropoli, indicendo il primo sciopero della storia: lo sciopero del sesso.
La scelta di Lysistrata, per Astràgali, si inscrive nella possibilità di interrogarsi sull’orizzonte del pre-comico. Femminile è, infatti, la matrice a cui viene attribuita la nascita del comico, in quell’origine lontana in cui tragedia e commedia erano ancora una nebulosa indistinta di feste rituali e danze.
Lysistrata, primo studio sull’oscenità del potere è festa, canto, immagine danzante, sferzante attacco al potere politico.
Lysistrata è una trama matrilineare, uterina, varco aperto sulla possibilità di praticare l’accoglimento dell’altro da sé, della molteplicità delle nostre esistenze. È, ancora, smascheramento dell’inutilità della violenza e della ragion militare, risata che tutto muta, che denuda il potere.

Workshops

20 March 2010, 14:00
roads and desires

Amman – Giordania
Osama Mashini Theatre

Dal 20 al 28 marzo nel Osama Mashini Theatre, workshop intensivo, condotto da Fabio Tolledi, con la partecipazione della compagnia di Astràgali Teatro, con attori ed artisti da Giordania, Cipro, Francia

Talks

30 March 2010
Le forme della comicità nel teatro nell’area mediterranea

Meeting internazionale organizzato da Astragàli Teatro, in collaborazione con Al-Fawanees Theatre, all’interno del progetto Roads and desires – theatre overpasses frontiers, progetto internazionale di Astràgali Teatro sostenuto dal programma Cultura 2007-2013 Paesi Terzi dell’Unione Europea.

Il Meeting si svilupperà intorno al tema Le forme della comicità nel teatro nell’area mediterranea. Sono previsti gli interventi di Fabio Tolledi, regista di Astràgali Teatro, Nader Omran, regista di Al-Fawanees Theatre, Theodore Grammatas, docente di studi teatrali presso l’Università di Atene e critico teatrale, Piero Fumarola, docente di Sociologia presso l’Università del Salento, Abele Longo, docente presso la School of Arts and Education all’Università Middlesex di Londra, Edgar Schröder, docente presso la School of Arts and Education dell’Università Middlesex di Londra, Benedetta Zaccarello, ricercatrice del Centro Nazionale di Studi Filosofici di Parigi, Mari-Mai Corbel, critica teatrale di Movement Magazine. Con la partecipazione di critici teatrali e registi giordani e arabi.

marzo 17, 2010

ROADS AND DESIRES (Astràgali Teatro)

 

 

ROADS AND DESIRES – theatre overcomes frontiers

within the framework of the European Union “Culture Programme 2007-2013”

Frontiers are places of division and conflict, places of men facing each other, watching over each other. The frontier floods towards the front, in the construction of an enemy otherness, taking the difference as distance and danger. The drift of frontier to the front can become dramatically prominent: walls, trenches, barbed wire, buffer zones, electrified fencings, watch towers, roadblocks, checkpoints are scars that disfigure a land, that separate populations, that produce an insurmountable, impassable conflict .

The possibility of a multicultural, multi-language theatre, that comes out of the encounter of different languages and cultures, stands against frontiers and separation, as principles of conflict. An itinerant theatre that deals with the possibility of dialogue through concrete artistic practices, in order to remove frontiers to dialogue, and create a fluid and crossable cultural space.

The project, promoted by Astragàli Teatro, aims to improve mutual knowledge, recognition, respect of cultures as a way to overcome frontiers and separations. To do that collaboration between Italian, Palestinian, Jordanian, Greek, Cypriot, French, English artists and cultural operators, mobility and circulation of cultural products and joint productions will be promoted. Freedom of movement and of expression for artists living under occupation is a significant challenge to break a seemingly endless cycle of violence and oppression. It is thus important to implement artistic actions between Palestine, Jordan, Italy and other countries, involving artists, cultural operators, civil society, youth.

Three international artistic residencies will be realised:

-residency in Amman (Jordan) in March 2010

 -residency in Sebastiya, Nasfjibil and Ramallah (Palestine) in April 2010

- final residency in Lecce (Italy) in July 2010 

In each residency several activities (workshops, performances, meetings) will be carried out and artists will work at the creation of a joint performance.

 

ROADS AND DESIRES – theatre overcomes frontiers

con il supporto del “Programma Cultura 2007-2013” dell’Unione Europea

 Le frontiere sono luoghi di divisione e di conflitto, luoghi di uomini che si fronteggiano, che si sorvegliano. La frontiera deriva verso il fronte, nella costruzione di un’alterità nemica, che considera la differenza come distanza e pericolo. La deriva della frontiera verso il fronte può diventare drammaticamente evidente: muri, trincee, filo spinato, zone cuscinetto, barriere elettrificate, torri di controllo, blocchi stradali, posti di blocco sono cicatrici che sfigurano una terra e separano le persone, che producono un conflitto insormontabile, insuperabile.

La possibilità di un teatro multiculturale e multilinguistico, frutto dell’incontro di differenti lingue e culture, si pone contro le frontiere e le separazioni, come principi di conflitto. Un teatro itinerante che si confronta con la possibilità del dialogo attraverso pratiche artistiche concrete, per rimuovere le frontiere al dialogo, e creare uno spazio culturale fluido e attraversabile.

Il progetto, promosso da Astràgali Teatro, intende favorire la conoscenza reciproca, il riconoscimento, il rispetto delle culture come modo per superare le frontiere e le separazioni. A tal fine saranno attivate collaborazioni tra artisti e operatori culturali italiani, palestinesi, giordani, greci, ciprioti, francesi, inglesi, e sarà favorita la mobilità e la circolazione di produzioni e iniziative culturali. La libertà di movimento e di espressione tra artisti sotto occupazione è una sfida fondamentale per rompere un ciclo di violenza e di oppressione apparentemente senza fine.  E’, pertanto, importante realizzare azioni artistiche tra Palestina, Giordania, Italia, coinvolgendo artisti, operatori culturali, società civile, giovani.  

Saranno realizzate tre residenze internazionali:

-residenza ad Amman (Giordania) a marzo 2010

 -residenza a Sebastiya, Nasfjibil e Ramallah (Palestina) ad aprile 2010

  - residenza finale a Lecce (Italia) a luglio 2010  

 In ciascuna residenza si svolgeranno diverse attività (workshop, spettacoli, meeting) e gli artisti lavoreranno alla creazione di uno spettacolo comune.

marzo 16, 2010

IMAGES – JOURNAL FOR VISUAL STUDIES

 

IMAGES – JOURNAL FOR VISUAL STUDIES

Call for submissions for its inaugural issue.  

The proposed theme of the first issue is AFTER VISUAL (STUDIES) TURN: WHAT HAPPENED TO PICTORIAL REPRESENTATION?   Everybody who was at least partially involved in discussions concerning the current state of affairs around and inside visual (culture) studies over the past two decades is very much aware of the fact that since the beginning of the nineties the humanities have witnessed a huge proliferation of knowledge in the domain of the visual: the pictorial and iconic turn have paved the way for more institutional approaches subsequently known as visual culture, visual studies, image science, Bildwissenschaft and others. The excitement provoked by the new epistemological practices started to spread throughout American and later European academic institutions, which has lead to new university departments and study programs, including those at master’s and doctoral levels. However, the impression is that the metatheoretical debates over the new forms of study, especially regarding the purpose and objectives of the scholarly discipline of visual (culture) studies, have somehow neglected the subject matter of the discipline(s) itself. We may generally say that visual studies, having evolved from art history and film studies during the last a little less than twenty years, has gradually abandoned its initial core in art and the media in the narrow sense to start a life of its own.   Therefore, we welcome contributions that would address the following questions:  

marzo 15, 2010

Antonella Foderaro: Custodi dell’invisibile

Marta Czok

“Sei diverso dagli altri” – mi disse bisbigliando una vocina – “non sei di pezza tu, sei forte”.
Aveva grandi occhi scuri, profondi ma scostanti ed un tocco attento e lieve, come di chi cerca una risposta, la verità su di un segreto.
Io, che piccolo non ero e neppure ingenuo, piuttosto scontroso in vero, fingendo di dormire rimasi inerte e decisi che certo sarebbe stato più prudente non dire niente e tutt’al più starla a sentire.
Non ero adatto a lei, me ne accorsi appena mi scelse tra bambole e pupazzi.
Loro tutti colorati e soffici, vestiti come si deve, io grigio e freddo, un’accozzaglia di fascette metalliche, fili e grosse viti, rigido e freddo come la pancia di una tartaruga. Capii subito quale fosse il suo vero intento: smontarmi per puro passatempo!
Mi strinse forte al petto, poi udii che diceva ad un commesso: “Scelgo questo!” mi mise in un sacchetto ed una volta a casa mi nascose in fretta sotto il cuscino. Ritornò solo quando fu sera, senza accendere la luce s’infilò sotto le coperte e bisbigliò: “buongiorno, adesso tocca a me dormire, tu farai la guardia al mio giardino!”
Che curiosa creatura! Mi tratteneva una gamba, quasi avesse timore che mancassi al mio impegno, poi pian pianino la presa si allentava ed il suo respiro si abbandonava al sonno quand’ecco un rapido palpitare di ciglia, un broncio di chiaro disappunto e subito mi voleva abbracciare … un tipo duro come me … l’avrei potuta svegliare … o peggio, farle male …
Cercai di riprogrammare la distanza, ma appena si creava un vuoto tra noi, avevo freddo.
Non dormii per tutta la notte … se la mia corazza era impermeabile cos’era quella strana sensazione? Quando di buon mattino lei si alzò e mi disse buonanotte e con un bacio mi ripose sotto il cuscino, esausto mi convinsi di essermi appisolato e di aver anch’io sognato, il freddo ed anche il giardino.
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marzo 14, 2010

Thomas Bernhard: HELDENPLATZ

 

Thomas Bernhard, HELDENPLATZ  (Piazza degli eroi)

Arcola Theatre, London

L’ultimo testo teatrale di Bernhard è un atto d’accusa nei confronti del suo Paese. Il dramma è ambientato a Vienna nel marzo del 1988, cinquantesimo anniversario dell’annessione dell’Austria da parte di Hitler, in un appartamento affacciato su Heldenplatz, la Piazza degli Eroi del titolo. Lì abitava  Josef Schuster, eminente intellettuale ebreo spinto al suicidio dalla constatazione che niente sembra essere cambiato rispetto a cinquant’anni prima.

ANNA

Sposarsi è uccidersi a vicenda

Essere sterminato per primo

è alla base  del matrimonio

marzo 4, 2010

a presto

Sono via per qualche giorno…

Abele

marzo 2, 2010

Rosaria Di Donato: Lustrante d’acqua

JP Stamos

solo luce

a Vittorio Gassman
nel giorno del suo funerale

le parole taceranno
in canto muteranno
i gesti cesseranno
solo luce

l’eterno interlocutore
t’accoglie
di candore ti veste
solo luce

marzo 1, 2010

Maria Teresa Sampietro: Selvaggia

 

Loup Garou

 

antefatto

Quando Diletta Morieri vide per la prima volta il visetto congestionato della figlia, arricciò il naso aristocratico cercando di dissimulare un naturale senso di repulsione: certo è che la bambina non sembrava adeguarsi ai lineamenti perfetti della mamma né ai tratti forti e nobili del papà; persino l’incarnato paonazzo stonava terribilmente con la mise rosa pesca della madre, tanto quanto le urla, affamate e convulse, facevano a pugni col rispettoso sussurro della clinica di lusso dove era nata..
“Selvaggia” sentenziò Diletta volgendo un sopracciglio inarcato verso il profilo aquilino del marito “che ne dici, Giorgio?”
“Come vuoi tu, cara”
“E’ anche figlia tua” replicò la donna acidamente, quasi a voler condividere la responsabilità di aver messo al mondo una persona così inadeguata allo standard familiare.
“Mater certa semper…” sussurrò Giorgio tra sé scrutando la figlia quasi fosse uno strano animale da collezione e chiedendosi cosa avesse mai fatto di male per meritarsela.
Il fatto che entrambi non provassero affetto per l’esserino urlante, non sembrava turbarli più di tanto: la piccola, rossa, arruffata, decisamente brutta, non rientrava affatto nell’idea di impegno genitoriale che si erano assunti immaginando forse una sorta di bambolotto privo di voce e di necessità e, soprattutto, bellissimo.
Mancando di tutti i requisiti necessari ad una brava figlia, era logico per i genitori che non vi fosse la contropartita dell’amore.
“Ha il tuo naso” proseguì Diletta “ e Selvaggia è un bellissimo nome”.
“Assolutamente no” disse Giorgio chinandosi a guardare più da vicino la bimba, estenuata dopo l’attacco di pianto “ha il suo naso. Ma Selvaggia va benissimo”.

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