Pasquale Esposito: Spensieratezza

febbraio 9, 2010 di neobar

 

“Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.“ Pablo Neruda 

Ecco, oggi ho riflettutto a lungo su queste parole. In effetti la spensieratezza è stata piuttosto poco accanto a me ed io l’ho cercata raramente.

Mi hanno insegnato ad essere, ad essere sempre qualcosa. Non c’è stato il tempo per vedere come diventavo. Dovevo essere e basta.

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Rossella Tempesta: L’impaziente

febbraio 8, 2010 di neobar

John William Waterhouse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 I

Giri e giri di parole
giri intorno a noi stessi
alle nostre solitudini sodali

giri intorno al palo
a cercare il chiarore,
il bianco oscurato
dalla gran mareggiata di cose.

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Abele Imparato, scenografo.

febbraio 8, 2010 di neobar

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Abele Imparato , scenografo. Laureato presso L’Accademia di belle Arti di Napoli, cattedra in Scenografia Prof. Mancini.

http://abele-scenografo.blogspot.com/

tel.089 801263 / 3280332581

Lampedusainfestival

febbraio 7, 2010 di neobar
   

A-l’Altro Lampedusainfestival

Festival delle migrazioni e del recupero della storia orale
“L’incontro con l’Altro”

Un festival di film e video a Lampedusa

II edizione – giugno 2010

Lampedusainfestival
via Mazzini 44/46
92010 Lampedusa (AG)
info@lampedusainfestival.com

 

Antonio Sabino: Ombre

febbraio 4, 2010 di neobar

Arthur Hacker

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OMBRE

Troviamo forma e canto come nasce il mattino,
senza voce, senza alcuna espressione, senza peso
ma potete capire se d’adulto o bambino
da un tremolio capire se siamo d’un indifeso

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Inediti di Mario Verdone – (Eusebio Ciccotti)

febbraio 2, 2010 di neobar

Mario Verdone (Alessandria 1917 – Roma 2009), lungo tutta la sua vita, ha preso note e appunti di viaggio, schizzando e descrivendo paesaggi, persone, personaggi, opere d’arte, film.  L’idea di redarre un diario di viaggio gli venne all’età di 13 anni (era l’agosto del 1930) quando, con un gruppo di amici, fece un viaggio estivo in bicicletta, sacchi in spalla, attraverso la Toscana sino a Livorno, per poi imbarcarsi per l’Elba.  In tasca “portavo un taccuino  nel quale scrivevo tutto quello che vedevo e ciò che mi passava per la mente” (intervista rilasciatami nel 1998, in casa sua – Roma, via Lungotevere Vallati, 2). Durante la permanenza a Portoferraio “conoscemmo alcune ragazze, figlie di marinai – Clara, Plava– con le quali poi rimasi in corrispondenza”(da Il Giramondo, inedito). Quel primo diario in seguito si perse, ma per Mario Verdone quello scritto fu “il battesimo di chi intendeva formarsi anche come scrittore” (da Il Giramondo).

Presentiamo su Neobar, in anteprima,  due brevi brani di viaggio e un “pensiero” tratti da Il Giramondo. Il primo  è dedicato al ponte di Lucerna, letto con il linguaggio del cinema e chiuso da uno dei “temi” teorici sui quali Verdone si è più d’una volta soffermato: il cinema è sempre esistito; ossia, l’uomo ha praticato la visione filmica prima del cinema, attraverso forme di arte e artigianato. Questo “cinema” prima della macchina da presa Verdone lo faceva rientrare nel “pre-cinema”. Il secondo racconto di viaggio è, involontariamente, una metafora del cinema come specchio, alterazione, pedinamento zavattiniano: insomma diario.

Chiude questo piccolo “ricordo” di Mario Verdone, come anticipato, un “pensiero” incluso nella stessa pagina inedita che ospita Come un fiore. Non pensai di chiedere all’autore come mai avesse deciso di scriverlo lì. Ma il rimando al film sur-reale ed incompleto di Nier, mi pare evidente e al contempo segreto (se si pone l’equazione pensiero = immagine cinematografica).

Ai nostri lettori e colleghi (che ringrazio per aver offerto i loro contributi per Mario Verdone)   l’interpretazione.

Eusebio Ciccotti

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Teresa Ferri: Angelo di pietra

gennaio 31, 2010 di neobar

Paul Delvaux

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dove

Dove
cardi selvatici
danzano
al fiato della luna
orologi impazziti
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Brizio Montinaro: Il tesoro delle parole morte

gennaio 30, 2010 di neobar

La casa editrice ARGO e Brizio Montinaro sono lieti di presentare il volume

BRIZIO MONTINARO, Il tesoro delle parole morte morte: La poesia greca del Salento, Casa Editrice Argo

Con l’autore intervengono:
Raffaele Simone, linguista – Roma Tre
Paola Pitagora, attrice e scrittrice
Maurizio Agamennone, etnomusicologo – Università Firenze

Letture di Paola Pitagora e Brizio Montinaro
Giovedì 4 febbraio, ore 18.00
Libreria Melbookstore
via Nazionale, 252/255 – Roma

 
Bello quel riccio ricurvo
 passato di sotto all’orecchio
e intrecciato con filo di seta.
E’ più bello dell’intera matassa.
Ah, se quel riccio mi capitasse in mano!
Per la gioia volerei fino in cielo.

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L’Infinito dentro (a Carmelo Bene)

gennaio 30, 2010 di neobar

 

L’Infinito dentro

su

Al-Kemi

e

Cartesensibili

 

Grazie Nina e Ferni!

J.D. Salinger (1919-2010)

gennaio 29, 2010 di neobar

Per J.D. Salinger, Roberto Matarazzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Catcher in the Rye:

 I don’t even know what I was running for – I guess I just felt like it. 

 
*

I’m the most terrific liar you ever saw in your life.  It’s awful.  If I’m on my way to the store to buy a magazine, even, and somebody asks me where I’m going, I’m liable to say I’m going to the opera.  It’s terrible. 

*
It was that kind of a crazy afternoon, terrifically cold, and no sun out or anything, and you felt like you were disappearing every time you crossed a road. 

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Adriano Sofri: Nei ghetti d’Italia. Questo non è un uomo

gennaio 28, 2010 di neobar

Di nuovo, considerate di nuovo

Se questo è un uomo,

Come un rospo a gennaio,

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Paul Celan: Todesfuge (Fuga di morte)

gennaio 26, 2010 di neobar

FUGA DI MORTE

Nero  latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all’imbrunire in Germania i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza.

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“A Cantalupo in Sabina, versi e memorie” – Omaggio a Mario Verdone

gennaio 25, 2010 di neobar

“OMAGGIO A MARIO VERDONE”
La città di Roma rende omaggio ad un suo illustre concittadino a pochi mesi dalla scomparsa. L’occasione è la presentazione dell’ultimo libro di Mario Verdone dedicato – dopo importanti saggi e studi sul cinema e sul Futurismo – ad un argomento più intimo e poetico: la terra Sabina che da oltre quarant’anni ospitò i suoi riposi estivi.
Il libro “A Cantalupo in Sabina, versi e memorie” (Ed. Sabinae) sarà presentato dai figli Luca e Carlo Verdone e da autorevoli rappresentanti del mondo della cultura.

GIULIANO COMPAGNO
Comune di Roma
GIORDANO BRUNO GUERRI
Scrittore e presidente della Fondazione “Il Vittoriale”
ELIO PECORA
Poeta e scrittore
GIAN LUIGI RONDI
Presidente del Festival internazionale del Film di Roma
CARLO VERDONE
Attore e regista cinematografico
LUCA VERDONE
Regista
Interventi:
Lunedì 8 febbraio 2010 ore 18,00
Sala della Protomoteca – Palazzo Senatorio
Piazza del Campidoglio – Roma
http://www.edizionisabinae.com info: 0765/513007 392/8634584 press@edizionisabinae.com

Pasquale Vitagliano: FREAKS

gennaio 24, 2010 di neobar

Gustave Boulanger

Tra fitte croci
elettriche
sotto piccoli cappelli
mormoranti,
un pallone arancione
e un coperchietto
piumato
se ne andavano a spasso
per mano.

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Omaggio a Arthur Schnitzler

gennaio 22, 2010 di neobar

E nessun sogno è mai interamente un sogno.

*
Solo la direzione è una realtà, la meta è sempre una finzione, anche quella raggiunta – e questa spesso in modo particolare.

*
Un pio giovanotto fa una gita in bicicletta. Passando davanti a una chiesa toglie una mano dal manubrio per farsi il segno della croce. In quel momento perde l’equilibrio, cade e si rompe un braccio.

*
La prima domanda del critico dovrebbe essere: Cosa hai da dirmi, opera?… Ma in genere questa domanda importa poco al critico. Il suo primo impulso è piuttosto: Allora, opera, fai attenzione a quello che ho da dirti!

*
Due specchi uno di fronte all’altro: per il miope significa confusione, per il presbite immensità.

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